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First Tank to Simone Onofri that created a brand new Logo for RomeCamp:

romecamp01.png

What we really need now is a Place where the event can succesfully hosted and a main sponsor to fund gadget such as t shirts – conference ID cards and similar ù

We need also people to coordiante the blog adn web streaming coverage fo the envents.
here is a basic list:
* Wifi Acess Point (if is not present in the host site)

* Streaming or Stickam or Skypecast: i will set up a blog to perform this

* Photo: someone who goes mad for the photgraphy and wanna coordinate the activity

* Audio Video: someone who goes mad for the video cameras (and coordinate the activity)

* T-shirt & gadget: shirts – conference ID cards , pens, block notes and so on  c’mon desing and print.

* Projector, White Boards:

* Breakfast,  Lunch,  Coffee/Tea:

People joining the event are growing but I had few contacts for the collaboration until today.
These days I’m very busy and cannot blogging as i wish. But stay Tuned. I’l be back soon.

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RomeCamp

L’idea del barcamp mi è subito piaciuta e non ho resistito passando all’azione:

http://romecamp.pbwiki.com/

chi vuole partecipare si faccia avantit.

io ho già sentito Alberto, Emanuele che avevano avuto più o meno la stessa idea

una data papabile? il 15 dicembre?

Leggo su Mlist il quesito di D’Angiò, produttore di cravatte che chiede lumi su come ottimizzare il sito per aumentare i visitatori. Non resito e scrivo di getto. L’idea di portare traffico e fare marketing per un produttore di cravatte di alta qualità mi solletica.

Queste le prime idee a caldo. Il dubbio di fondo è: sito o blog?

Non cosa ne pensi la moderatrice ma l’idea di lanciare in un covo di professinisti del web marketing la “sfida” di aumentare il traffico verso un sito che parla di cravatte, dedicate ad un mercato di nicchia, dimostra che dietro all’idea imprenditoriale “la stoffa” c’è.

Carissimo D’Angiò, premesso che non conosco approfonditamente il mercato della moda maschile ed in particolare degli accessori e che qualsiasi operazione di marketing (web compreso) dovrebbe poggiare su una seria analisi del mercato, provo a lanciare qualche idea per migliorare le prestazioni del sito:

1) se vogliamo scalare I motiri di ricerca le keywords non bastano. Bisogna produrre contenuti ed un sito ottimizzato su determinate parole chiave, consci del fatto che l’operazione è di medio e lungo periodo. I motori ed in particolare google tiene conto di fattori legati al tempo, alla longevità del sito e alla sua popolarità in termini di link a siti dello stesso settore.

2) Bisogna innanzitutto abbandonare la tecnologia flash, utile per produrre contenuti particolari ma non per il sito nel suo complesso. Imperativo è abbandonare la musica, vieppiù se rinascimantale. Il web non è la televisione, per foruna.

Mi spiego con un esempio.

Immaginiamo il sig Rossi, single impiegato in una azienda che decide di cambiare il proprio stile. Vuoel far colpo sulla segrataria dell’ufficio di fronte. Decide di comprare una cravatta al top. Digita su google la parola “cravatte” e dato che D’Angiò ha investito nell’ottimizzazione del sito trova in testa ai risultati www.dangio.net. E’ in ufficio. Clicca e parte la muisica, proprio mentre il suo capo entra nell’ufficio per presentarlgi un cliente importante. (peggio se lavora in un open space). La musica accompagna le presentazioni. Imbarazzo e rapida chiusura del sito. Abbiamo perso un visitatore.

Per non considerare che un sito con music ace l’ha pure Marinella. Il fatto che Marinella sappai fare le cravatte dal 1914 non significa che sappia fare I siti internet. Differenziarsi nell’immagine mi sembra una strategia che paga.

3) Più che comunicare l’oggetto cravatta, prodotto maturo e, standard, almeno nella sua forma, valorizzerei i suoi elementi costitutivi. La seta jacquard, la manifattura aritigianale, la ricerca storica, la ricerrca del colore, il disegno, l’ispirazione che l’ha generata. mettendo in relazione tutti questi elementi con tratti di una personalità tipo, che poi sarebbe il cliente. Stilizzerei oltre al prodotto anche la persona che la dovrà indossare. D’altronde di uno stilista sitamo parlando. E lo stilista stilizza per definizione. L’operazione non è banale e implica una approfondita ricerca sul linguaggio da usare.

4) A questo punto la domanda da un milione di dollari. Per raggiungere questi obiettivi il sito è lo strumento migliore. O è meglio un blog?

Il blog a mio modo di vedere è la soluzione migliore.

E’ search engine, friendly, (si risparmia sui costi del redesign del sito e relative ottimizzazione per I motori di ricerca)

è facile da gestire e molto usabile,

è PERSONALE e per un’azienda che punta su un marchio che è un cognome mi sembra uno strumento naturale.

Permette di sperimentare diversi registri di comunicazione e di avviare una “conversazione” con il proprio mercato di riferimento.

Permette di raccolgiere in maniera semplice molte informazioni sui propri clienti e sui loro gusti.

Può diventare un vero e proprio prodotto editoriale attorno al quale sviluppare e promuovere la cultura della cravatta, facilemte integrabile con strumenti multimediali, come podcast, video etcc. Esistono interessanti blog sul vino, sul caffè, sulgi orologi ma non sulla caravatta. Ecco alcuni esempi pescati a caso dalla rete

http://www.tigulliovino.it/blog/index.html

http://www.aristide.biz/

http://www.aristide.biz/

http://www.ilblogdegliorologi.com/page/2/

http://blog.foodrinks.it/

I blog sono molto letti negli stati uniti che impazziscono per l’italian style

Sareste I primi. Socmmetto che Marinella vi seguirà entro un anno aprendo un blog entro un anno.

5)Da ultimo ma siamo fuori dal web marketing cravatta e vestito sono come zucchero e caffè. Una buona strategia di co. branding con qualche firma della moda maschile non gusterebbe

Certo il budget da dedicare ai punti 1-5 è seicuremante più accessiibile rispetto al punto 6)

Technorati : , , , , ,

E’ un’idea che ho da un po di tempo e che stasera mi ha ricordato questo post sul Nova Blog.

L’idea cioè che i wordprecessor prima, il multitasking poi, la rete sempre di più in futuro hanno avuto e d avranno un impatto straordinario sulla scrittura.

Oltre che sui tempi di elaborazione di un pensiero e la sua traformazione in testo anche sulla semplice facoltà di mettere le parole una dietro l’altra.

Se da un lato ha liberato lo scrittore, anzi lo scrivente, dalla schiavitù delle correzioni, permettendogli di riversare tonnellate di parole a piede libero per poi ritornarci su tagliare e cucire senza creare il caos sulla pagina, dall’altra ha aperto al pensiero infinite porte e mondi rendendolo sempre più liquido e instabile.

Distrazioni e ipertestualità conclamata influenzano pesantemente le conclusioni alle quali si era pensati di arivare accingendosi a scrivere.

In poche parole, volevo dire una cosa e alla fine della pagine ne ho detta un’altra, anzi , altre quattro. Ho creato un discorso perdendone però in parte il controllo.

E’ un bene o un male? E’ un arricchimento o un condizionamento?

Il wordprocessor è uno strumento attraverso il quale produttori di conteunti su i nuovi media esercitano una sorta di potere persuasivo?

E’ una provocazione naturalmente. Dipende da chi legge, usa la rete e i wordprocessor. Dipende dalla sua educazione ad un nuovo linguaggio dalle infinite potenzialità espressive e dall’enorme dotazione di strumenti che oggi ha a disposizione per confezionare il messaggio.

Tuttavia il timore che cotanta potenza finisca per produrre un pensiero debole ma con un’eco così assordante da farlo sembrare forte c’è. E il wordprocessor una qualche responsabilità ce l’ha. O meglio ce l’abbiamo noi che facciamo comunicazione e utilizziamo gli strumenti senza pensarci troppo su.

L’idea di un wordprecessor che riproduca la vecchia analogica macchina da scrivere non è del tutto peregrina. Quanto meno per gli amanti della scrittura sarebbe un bel gioco. una sfida. Scrivere un pezzo con un colpo solo in canna. Come i duelli ottocenteschi, cpme nel far west. Ci si potrebbe fare un torneo. Una jam session della scrittura. Il Jazz word festival.

Appena esce il software se trovano qualcuno che lo sviluppano lo installo. Anzi se qualche jeek è in ascolto e può sviluppare un editor on line senza che si possa utilizzare il canc ma che permetta solo correzioni visibili, si faccia vivo. Lanciamo il Word Jazz Festival. N° correzioni + tempo impiegato per scrivere il pezzo rapportato alla sua lunghezza determian il punteggio base. ùaggiungiamoci i voti dei lettori e avremo il vincitore.

Per esperienza personale, posso assicurare che la creatività ne gioverebbe. 9 volte su 10 quando devo scrivere un testo e decido di farlo razionalmente, buttando giù scalette, bullet point e tutto l’armamentario del web writing professionale partorisco solo testi in un orrendo linguaggio aziendalese.

Butto tutto e ricomincio d’accapo. Mi dò all’ozio letterario pù sfrenato, leggo in giro e annoto raramente qualcosa sulla carta, più che altro per placare i sensi di colpa e l’ansia da peridta di informazione fondamentale. Registro nel subconscio; mi alzo, mi faccio un caffè, vado in bagno, esco, mi accendo una sigaretta e dopo la prima boccata soffio via una bella nuvola di fumo. Mi siedo, digito ctrl + N e parto a scrivere senza rete di protezione.

9 volte su 10 devo spostare al massimo un paio di periodi, limare qualche parola e aggingere al punteggiatura. Come ho fatto con questo post.

9 volte su 10 sono i testi che pubblico.

Technorati : ,

Scriptavolant sperimenta la Web Radio su www.waitingvalencia.com

Cronaca della regara Mascalzone Latino vs +30 Challenge alle 14,30

accorrete numerosi

cosa si impara dalla debacle elettorale?

1) gli exit poll sono divertenti solo per gli elettori che dichiarano il falso. una specie di smart mob contro i sondaggisti

2) internet può aiutare la politica a comunicare meglio, gli elettori ad informarsi in maniera migliore ma non a prevedere e misurare con esattezza i fenomeni sociali e politici 

2) la sinistra italiana non capisce un cazzo. Forse siamo coglioni davvero?

3) Se non riescono a mettere su un governicolo, cosa ancora possibile, prodi, rutelli, fassino, d'alema, pecoraro scanio nani e ballerine se hanno un minimo di dignità si devono dimettere. Se riescono a mettere in piedi il governicolo, quei pochi mesi che durerà va bene ma poi prodi, rutelli, fassino, d'alema, pecoraro scanio nani e ballerine si devono dimettere. Pagheranno i dirigenti i loro errori, una volta tanto?

4) pensare di emigrare in Costa Rica è sempre meno un sogno, sempre più una realtà

5) Silvio Berlusconi, a fatica magari, ma ancora sa comunicare meglio degli altri in TV e vìs a vìs 

6) la neo DC è sempre più vicina?

7) se ci aspettavamo più spazio per l'innovazione e il cambiamento dobbiamo aspettare  la prossima corsa 

Ho seguito gli attimi frenetici prima della chiusura dei seggi palleggiandomi tra i principali quotidiano on line e i blog di Mucignat e Mantellini che erano ospiti della SWG, casa di sondaggi Triestia a cui va il paluso per il coraggio di aver scelto internet come strumento per la rilevazione degli istant poll. Al di là del commento politico, per scriptavolant interessante è confrontare appunto le metodologie utilizzare per gaurdare nella sfera di cristallo. Gli istant poll li forniscono in monti facendo ricorso a diverse metodologie statistiche ma rilevando i dati sul territorio. In passato il vis a vis si è dimostrato foriero di problemi e cantonate, celebri le bandierine di Fede. La domanda ora è. Internet è affidabile come strumento di rilevazione statistica. Vedremo nei prossimi giorni confrontando i diversi risultati forniti dai sondaggisti off line e la SWG che si è appoggiata a libero.it per raccogliere i dati.

A caldo noto una differenza di prudenza. Sul corriere.it e da repubblica i cui server mentre scrivo sono già andati giù i dati mostrano forchette più ampie (4 punti pecentuali) mentre la SWG si sbilancia restringendo i dubbi ad un 1%. Se dovesse essere confermato complimenti perchè internet vince 3-0 la partita dei sondaggi dimostrando che a saperlo usare ed interpretare è un mezzo prodigioso anche per i politici.

Nel frattempo è andato giù pure repubblica mentre i bloggers resistono e restano di fatto l’unica fonte alternativa di informazione in tempo reale oltre la TV

i dati:

camera:

Camera

senato

Provate per curiosità a digitare la parola fallimento su google.it e schiacciate a piacere il bottone "cerca con google" o"mi sento fortunato".

che il motore di ricerca più famoso al mondo fosse accurato lo si sapeva, anche se qualcuno sostiene che negli utlimi tempi perde colpi ma che addirittura conoscesse la verità non me lo aspettavo. Si vede che il governo la terza "i" di informatica non l'ha promossa abbastanza

La prima pagina che appare in risposta è la Biografia del Presidente del Consiglio, sorridente nella foto.

Che la comunicazione politica passi sempre di più attraverso interne era assodato, questa è l'ulteriore conferma.

complimenti a chi è riuscito a combinare lo scherzo.

Professionisti del search engine markeitng sotto con le ipotesi per svelare il trucco.

 Aggiornamento:

 L'arcano svelato qui, grazia a tòblog. In un post del 2004 addirittura, Vittorio Bertola, psiega come funziona il raggiro ai danni del Page Rank.

Martedì 4 Aprile al Caffè letterario, via Ostiense 95, Roma, dalle ore 20.00 in poi si fanno due chiacchere su Information Architecture, Blogs e Internet. Si beve e si mangia.

Fino ad ora hanno aderito

Emanuele Quitarelli, di ritorno dallo IA Summit in Canada

Alberto Mucignat

il sottoscritto, Fabio Masetti

Antonella Pastore

ci vediamo.

web writingDopo interminabile lavoro di taglia e cuci ho finalmente messo on line il sito di ScriptaVolant.
Un gioco che mi ha portato al minimalismo. Prima che mi insultiate per
il dominio, dico a mia discolpa che http://www.scriptavolant.it ospita un bel
sito sulla poesia di Patrizia Seguini Paganoni,
che non conoscevo prima di avere l'idea del nome,in comune con
l'autore; che gli altri domini (.biz, .org, .net) non mi piacevano; che il domino personale .name l'ho acquistato prima che
Scriptavolant diventasse un'idea concreta. Esiste un www.scripta-volant.it che potete visitare. E' un esempio di mini sito
flash amministrabile che si può acquistare qui.
Basta segliere il modello e chiedere il preventivo.

Per chi ha bisogno
di una presenza sulla rete anche temporanea (mostre, eventi, promozione
di prodotti e libri) è una soluzione efficace a basso costo.

Il sito come ogni cosa è migliorabile  ma essendo sviluppato in
toto dal
sottoscritto per ora non può offrire di più. Lo migliorerò, rendendolo
accessibile, curando i testi, ottimizzandolo per i motori ecc.. 
Sono ben accetti
consigli, critiche, suggerimenti e contributi.

Voglio ringraziare per la Grafica me stesso, per l'architettura me stesso, per l'html me
stesso, per i contenuti sempre me stesso. Spero al più presto di poter
ringraziare qualcun altro per la collaborazione.

PS: leggendo velocemente le Poesie della Paganoni le apprezzo e consiglio un
approfindimento. Amo la poesia e talvolta la scrivo. Nella poetica
della Seguini Paganoni ricorre spesso il mare. Capisco cosa ci ha unito in
una maniera cosi' singolare e casuale. Anch'io con la mente vivo sul
mare, li mi ritiro a passegigare più volte al giorno. Lascio il piacere
della sabbia sotto i piedi per abbracciare quello del vento sul viso e
nelle mani che stringono una scotta. Non me ne vorrannno allora gli autori del
sito se accosto le pagine profonde della poesia, loro familiare, per
introdurre un breve accenno al fine settimana, derogando ai temi
consueti del blog.

Ero a Genova, anch'io richiamato dalla famiglia d'origine e, come
ogni volta che vado, due passi su un molo del porto
antico li faccio. Ho avuto il piacere questa volta di
incontrare un pezzo di storia dello Yachting. Attraccato di fronte ai
magazzini del cotone c'era SHAMROCK V. Il primo J Class armato a
Sloop,l'ultimo ancora a navigare con lo scafo interamente in legno.
Completamente ristrutturata e purtroppo con un armo avveniristico oggi è
poco più di un Hotel di lusso navigante ma guardarla e ripensare alla
sua storia fa venire i brividi.

Appena riesco a convincere cellulare a restituirmi le foto che ho fatt, le pubblico. Sharmock
V fu la quinta e ultima sfida alla America's Cup di Sir Thomas Lipton;
prima che finisse nelle bustine del The. Anno del signore 1930, disegno
di Nicholson.

Per saperne di più sulla sua storia c'è il sito ufficiale della J Class Association

Per Camper & Nicholson si può leggere qui. Peccato che il sito non sia all'altezza della fama che meritano i due nomi.

E ci avviciniamo a Valencia 2007