Category: idea


Un paio di anni fa ragionavo o meglio sragionavo sul web 2.0, cooperative, venture capital etc.
Oggi ho scoperto che c’è chi invece di parlare lo sta facendo e mi sono subito aggregato.
Non avrò molto tempo ma la cosa è veramente interessante.

Scrive Hank, l’animatore del progetto, sul gruppo di anobii:

Sostanzialmente si tratta di creare una sorta di cooperativa di lettori che attraverso versamenti di vario tipo (basic – sostenitore – innamorato dell’idea…) vanno a costituire un fondo per creare poi

A) una libreria online (di tutti noi)
B) Librerie REALI sul territorio (di tutti noi)

Sta per nascere il sito (ragazzi, è una beta, ed è realizzato con programmi standard), con delle idee se vogliamo anche rivoluzionarie che vi piaceranno (tipo per esempio essere pagati in denaro o con libri per ogni recensione che spinge un lettore all’acquisto dal sito stesso).

E’ nata un’associazione aspiranti librai (eh eh, giuro l’ho fatto) e una di lettori libri italiani.

Finalmente lo statuto, il regolamento ecc.. sono da un avvocato serio (e importante, pecializzato nel franchising dal punto di vista legale) che sta studiando tutto e a breve ci restituirà i termini precisi per fare le cosine per bene.

Probabilmente vedrete Yabooks al LitCamp

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imageI love Writeroom on apple mac. It’s plain and easy to use and boost my cretivity when I wrote novels and poetry. Sometimes I had to use also MS Word and was looking form a similiar app. There’ s no.

So I wrote this little Macro that turns look and feel  MS WORD documents  into a Writeroom like version .

Paste the snippet into the macro editor, add a button on MS Word toolbar and enter in your write room

  

 

       ActiveDocument.Background.Fill.ForeColor.RGB = RGB(0, 0, 0)
        ActiveDocument.Background.Fill.Visible = msoTrue
        ActiveDocument.Background.Fill.Solid
        ActiveDocument.Select

    With ActiveDocument.PageSetup
        .LineNumbering.Active = False
        .Orientation = wdOrientPortrait
        .TopMargin = CentimetersToPoints(3)
        .BottomMargin = CentimetersToPoints(3)
        .LeftMargin = CentimetersToPoints(2.5)
        .RightMargin = CentimetersToPoints(2.5)
        .Gutter = CentimetersToPoints(0)
        .HeaderDistance = CentimetersToPoints(1.25)
        .FooterDistance = CentimetersToPoints(1.25)
        .PageWidth = CentimetersToPoints(21)
        .PageHeight = CentimetersToPoints(29.7)
        .FirstPageTray = wdPrinterDefaultBin
        .OtherPagesTray = wdPrinterDefaultBin
        .SectionStart = wdSectionNewPage
        .OddAndEvenPagesHeaderFooter = False
        .DifferentFirstPageHeaderFooter = False
        .VerticalAlignment = wdAlignVerticalTop
        .SuppressEndnotes = False
        .MirrorMargins = False
        .TwoPagesOnOne = False
        .BookFoldPrinting = False
        .BookFoldRevPrinting = False
        .BookFoldPrintingSheets = 1
        .GutterPos = wdGutterPosLeft
    End With
    With ActiveDocument.Content.Find
    .ClearFormatting
    .ParagraphFormat.Space15
    .ParagraphFormat.LeftIndent = CentimetersToPoints(2.86)
    .ParagraphFormat.RightIndent = CentimetersToPoints(2.86)
     .ParagraphFormat.SpaceBeforeAuto = False
        .ParagraphFormat.SpaceAfterAuto = False
End With
    With Selection.Font
        .Name = "Trebuchet MS"
        .Size = 14
        .Bold = False
        .Italic = False
        .Underline = wdUnderlineNone
        .UnderlineColor = wdColorAutomatic
        .StrikeThrough = False
        .DoubleStrikeThrough = False
        .Outline = False
        .Emboss = False
        .Shadow = False
        .Hidden = False
        .SmallCaps = False
        .AllCaps = False
        .Color = 6864106
        .Engrave = False
        .Superscript = False
        .Subscript = False
        .Spacing = 0
        .Scaling = 100
        .Position = 0
        .Kerning = 0
        .Animation = wdAnimationNone
    End With
     If ActiveWindow.View.SplitSpecial = wdPaneNone Then
        ActiveWindow.ActivePane.View.Type = wdNormalView
    Else
        ActiveWindow.View.Type = wdNormalView
    End If
    ActiveWindow.View.Type = wdWebView
    ActiveWindow.View.fullscreen = Not ActiveWindow.View.fullscreen
End Sub

a tutti coloro che non sono in vacanza sottopongo un brainstorming sulla testè prodotta affermazione:

il virtuale è il dominio del marketing. il reale è il regno o dovrebbe essere il regno della politica. il virtuale e il reale sono il territor’o dell’arte.

 

cosa ne pensate.?

ovviamente siete liberi di inserire qualsiasi tipo di insulto in deroga alle norme che regolano questo blog

La posta senza ritorno

Adoro la posta, elettronica o cartacea che sia. E’ utile, è calda, costringe a pensare e soppesare le parole ma soprattutto è senza ritorno. E’ questo l’aspetto che più mi piace della posta. Non parlo dei messaggi rapidi e fugaci per prendere appuntamenti o dare rapidi pareri. Parlo di queli messaggioni belli corposi, nei quali decidi di sfogarti con il capo, dichiararti all’amata, inveire contro lo stato. Lettera aperte agli individui o a te stesso.
Quei messaggi che hai scritto, hai corretto e bum imbuchi lasciandoli scivolare nella cassetta o premendo un bottone.
Dopo? Non torni più indietro quel che fatto è fatto. La posta ha un non so che di definitivo in un’era dove quasi tutto è replicabile, smentibile, rewindabile.
La posta è vera, certifica, testimonia, inchioda alle responsabilità, ai desideri e libera. Mette in una busta  le parole che salgono  in superfice, stanno sulla cresta  il tempo necessario per metterle nero su bianco, ed hanno la forza sufficiente per frangere sul destinatario risucchiandoti via come la risacca. Coem adesso che ho appena spedito questo post assurdo al mio blog.

Blogged with the Flock Browser

Guardo distrattamentee la televisione prima di cena, raramente. Non mi piace. Ogni tanto però tira fuori qualche chicca. Da Fazio, “Che Tempo che Fa” seduto su una poltrona bianca l’altra sera c’era Roberto Calasso, (scrittore e oggi Presidente di Adelphi) che raccontava una serie di aneddoti.
Tra le altre cose racconta di come gestisce i 28.000 volumi circa della sua “libreria” personale. Secondo il principio del “buon vicino” un sistema se così si può dire ideato da Aby Warburg e con il quale è ancora gestita la biblioteca del Warburg Institute a Londra.
200804212246I volumi sono classificati in quattro categorie generali:
Azione, Orientamento, Parola ed Immagine quattro punti cardinali di un approccio interdisciplinari che ha caratterizzato la ricerca antropologica e culturale di Warburg.
Quattro direzioni che conducono ad altrettanti obiettivi dell’Istituto: studiare la sopravvivenza e la trasformazione di percorsi antichi e costumi sociali nelle istituzioni politiche (Azione); la transizione graduale nel pensiero occidentale dalle credenze magiche e superstizione alle religioni, filosofie e filantropia (Orientamento); la persistenza di forme e motivi nei linguaggi e nelle letterature occidentali (Parola) e la tenacia dei simboli e delle immagini nell’arte e nell’architettura Europea.

I volumi sono disposti secondo una logica che tiene conto della prossimità culturale tra le opere suggerendo percorsi per avanzare lungo la direzione alla quale appartengono. E’ un approccio complesso ed originale che in qualche modo cerca di catturare quel fenomeno che in rete viene chiamato serendipity, guidato però dall’esperienza dei “bibliotecari” del Warburg Institute , riflettendone la loro ricerca, la loro cultura e la loro passione.

Una realtà quella dell’istituto che mi ha affascinato e che mi piacerebbe prima o poi andare a visitare.

Detto per inciso, seguendo i link e le applicazioni web del Warburg si apre un mondo straordinario (un pezzo di deep web) che ha un valore inestimabile e nel quale potrei perdermi definitivemente se avessi il coraggio di abbandonarmi definitivamente alla ricerca letteraria.

200804162357L’anno scorso, le insegnanti di mio figlio che frequenta la scuola materna mi hanno detto “i bambini vanno controllati davanti alla televisione”.
Ora, io che la televisione la guardo veramente poco per non dire niente e a mio figlio che per il 90 % faccio guardare i DVD sono cascato dalle nuvole. La “cattiva maestra televisione” aveva colpito ancora.

Perplesso ho cominciato a riflettere ponendomi delle domande.

  • Ci si può ancora difendere dalla TV?
  • Basta insegnare ai ragazzi il linguaggio dei media ?
  • Il controllo parentale è in qualche maniera praticabile in un era dove l’immagine ed I media la fanno da padrone?
  • Ma soprattutto che ruolo ha la scuola in tutto questo?. E’ giusto lasciare solo alle famiglie il ruolo di controllori ed educatori all’uso dei media?
  • Quante persone hanno I mezzi necessari per assolvere a questo compito?

Mi sono reso conto dall’osservazione mossami che la formula popperiana della cattiva maestra televisione è diventata poco più di un luogo comune e che la scuola li si è fermata in tema di educazione ai linguaggi dei media, usandola per assolversi . I ragazzi, oggi, la televisione la consumano ma spesso la fanno, con I telefonini, le videocamere e la distribuiscono via internet. Terminali audio video sono ovunque, in tasca, nelle vetrine, a scuola non solo a casa e I genitori hanno il controllo solo per le poche ore pomeridiane e serali in cui stanno con I figli. Sempre meno.

200804170005
Soprattutto la televisione non è più solo il tubo catodico. La televisione oggi è zaino, diario, quaderno penna, tuta e scarpe, pupazzo, figurine, carte da collezionare, merendine, mutande, palloni; si chiama merchandising. Nasce prima il prodotto e poi il cartone animato, il film, la TV dei ragazzi. La televisione segue I bambini anche quando lo schermo è spento. Winx, Gormiti, Spiderman…
E ancora, nell’unità di tempo, oggi passano il doppio dei messaggi rispetto alla televisione di una generazione fa. Ritmo della narrazione e frequenza della programmazione, diversificazione dei palinsesti creano un vero e proprio ecosistema mediatico destinato ai bambini e agli adolescenti e non certo a scopi pedagogici.

Dirò di più, siamo già oltre, perché l’ecosistema non ha nemmeno più come scopo la vendita del prodotto. Il ciclo di vita di un prodotto è diventato troppo breve, a volte non supera I 12 mesi. L’ecosistema è creato per vendere “stili di vita” per incarnare I quali è necessario acquistare una serie di prodotti. Quale si l’oggetto che meglio è in grado esprimere lo “stile di vita” lo posso decidere comodamente sui tavolini delle divisioni marketing.

Eppure la scuola mette I paletti alla Televisione, si assolve scaricando sui genitori la responsabilità del controllo dei minori, e chiede pantaloni con l’elastico e scarpe con lo strap più funzionali per gestire le noiose operazioni di aiuto nell’ espletamento dei bisogni fisiologici dei piccoli. Punto. Se poi tutto ciò che li circonda, li avvolge, li riscalda, li alimenta, li riporta inevitabilmente davanti alla televisione, dentro la televisione questo non importa. Alla scuola non sembra importare riducendo tutto all’ allontanamento da un dispositivo e non dal suo contenuto. Content is the king questo dovrebbero imparare genitori e docenti e non solo su internet o in TV, in tutte le espressioni del pensiero umano, anche quello a fini pedagogici, anche nel consumo.

La collaborazione scuola genitori dovrebbe andare nei due sensi con I genitori che seguono I consigli dei docenti ma anche con I docenti disposti ad imparare quando ne hanno la possibilità. Tenterò un esperimento di collaborazione con la scuola, prossimamente, per spegnere la televisione tenendo acceso lo schermo. Vediamo come reagiranno la scuola ed I docenti.

“Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto“, K.Popper

E’ ora di scoprire pienamente il potere della televisione e di capire che media e mercati sono le due facce della stessa medaglia e che, ahimè, non si può controllare e basta, la TV bisogna comprenderla per difendersi.

Recitava lo spot di una nota consolle per video games: “la potenza è nulla senza il controllo”

img_2335 Raccolgo l’appello dal blog di beppe grillo – aiutiamo Fabullo e diffondo. Ho aperto anche un gruppo Helping Fabullo su Facebook su Facebook. Fate del Vostro Meglio. Doante e diffondete. Dal momento della pubblicazione sul blog di Grillo le visite al sito di Fabullo sono shizzate in alto e così il contatore delle donazioni. Bisogna Fermarsi a 120.000 ma qualcosa in più non guasta per permettere alla famiglia di stare vicino al piccolo negli Sates. Forza Fabullo

 

Fabullo è un bambino di Orio Canavese di tre anni. E’ nato con una grave malattia cardiaca. Per tenerlo in vita sono stati necessari due interventi chirurgici. Dopo il secondo ha avuto un’ischemia cerebrale. Era ridotto a un vegetale. Da allora sono passati 16 mesi. Adesso, nonostante la tetraparesi spastica, può interagire e muovere il capo. Non riesce però a fare nessuno spostamento, muovere il tronco, stare seduto o girarsi nel letto.
Fabullo, con delle cure adeguate, potrebbe forse ritornare normale, ma le cure costano. I soldi fanno la differenza per la felicità di un bimbo e della sua famiglia. Fabullo è stato visitato dal dott. Bifulco del Therapies4kids (Florida) che ha dato alla famiglia delle speranze. Il costo per un primo ciclo di tre mesi è di 120.000 dollari. Per farlo dovrebbe partire con la mamma il 17 ottobre.
Aiutiamo Fabullo con un versamento:
Clicca per leggere i dettagli per il versamento e il totale raccolto.

Sognando le Olimpiadi

Lo stadio è gremito come nelle domeniche di festa ma migliaia di spettatori in piedi ai bordi della pista di atletica non si erano mai visti, in questa cittadina della Grecia che una vota si chiamava Olimpia. Non ci sono televisioni ne elicotteri che volteggiano nell’aria.  Gruppuscoli di atleti ai lati della pista discutono sull’ordine di partenza, altri mangiucchiano il loro pranzo al sacco.

"Partiranno prima i cento o i duecento?" la domanda salta di bocca in bocca e fa il giro della pista. Non si capice. Una confusione gioiosa riscalda la folla, qualcuno decide per un posto sul versante della collinetta che sovrasta lo stadio.

Bandiere con i colori della pace si agitano. Partiranno con il vento contrario. Un piccolo esercito di volontari prepara i cronometri, distribuisce bottigliette d’acqua, sistema le transenne a pochi metri dalle corsie.

la pista non è in ottime condizioni ma oggi non conta molto, a correre ci saranno i milgiori atleti del mondo, quelli che hanno deciso di disertare Pechino 2008.

Con un tam tam via internet si sono organizzati in meno di 3 mesi e hanno deciso che le Olimpiadi non le volevano perdere.

"Sono un atleta ed un atleta deve correre ma sono un uomo ed un uomo deve vivere a posto con la sua coscienza. Non marceremo sul genocidio di un popolo, ne in nome degli sponsor ne in nome della ragion di Stato Ci vediamo tutti a Olimpia a giugno. tutti solo per correre come quando eravamo bambini e sognamavo le Olimpiadi ".

A parlare è un noto centometrista in odore di record di cui non ricordo il nome e che ha messo il video con questa dichiarazione su You Tube.

Il messaggio ha comiciato a correre lungo i fili del telefono di tutto il mondo più veloce della luce e tanti altri atleti hanno deciso di seguirlo. Amici e rivali hanno scelto di correrle da soli queste olimpiadi senza sponsor, senza stati, senza federazioni, politici e uomini dello spettacolo. Sportivi e basta, amici e rivali solo per il gusto di correre, di misurarsi. Perchè è tutto li, in fondo, in quella manciata di secondi dove dare tutto, spendere la potenza accumulata in mesi di fatica, sudore e sogni di gloria. Morire in una decina di secondi per rinascere quattro anni dopo.

Olimpia è piccola come il mondo è piccolo e l’antico stadio pùò contanere un’evento che ha dell’incredibile.

E’ iniziata così con lo scatto d’orgoglio di un atleta l’edizione più bella delle Olimpiadi moderne.

All’improviso la folla attorno alla pista si agita. In un organizzato disordine si apre rapidamente per fare largo al passo scomposto di un omino con una tunica arancione che porta un a torcia fiammeggiante. E’ arrivato il tedoforo. Ha corso a piedi per mesi, da Lhasa a qui e le migliaia di curiosi, atleti, volontari oggi lo osservano in silenzio accendere il braciere.

Non c’è tempo da perdere, è ora di togliere le tute ed infilare le scarpe, spostare le borse ai lati della pista e riscaldarsi. Alla fine del lungo applauso sarà l’ora di correre. Non ci saranno interviste, non ci saranno protocolli o cerimoniali, solo una conta e l’urlo: pronti, partenza, viaaaaaaaaaa come facevamo da bambini quando sognavamo le Olimpiadi.

Travelcamp

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Quello del turismo è stato tra i primi mercati a sperimentare gli effetti della disintermediazione indotta dai mercati elettronici.

Una disintermediazione dominata dagli attori che possiedono le informazioni rilevanti per l’offerta tutirstica: i global distribution systems, proprietà dei grandi gruppi del trasporto aereo.

Gli intermediari tradizionali come i tour operator e gli agenti di viaggi hanno visto contrarsi sempre di più il loro spazio di manovra e sono ancora oggi spiazzati da dinamiche di mercato che non riescono a comprendere a fondo perchè fortetemente influenzate da elementi tecnologici.

Il nemico finisce per essere internet, punto. Le associazioni di categoria non fanno un granchè per le stesse ragioni

Per questo il travelcamp nel suo piccolo è stato un successo. Si è parlato di rete e di oppornunità da cogliere con un uso intelligente degli strumenti che il web 2.0 offre andando al di là dell’evanescenza della parola.

Complimenti ai ragazzi di ADV italia per l’organizzazione e per aver scelto la formula del barcamp per portare avanti ed allargare la discussione sul futuro degli operatori del turismo.

La cosa più bella come sempre erano le persone, curiose, aperte anche se stanche e preoccupate, A digiuno di tecnologia c’era un bel gruppetto di quelle persone insomma che dovrebbero affollare sempre di più i barcamp e sempre meno le conferenze tradizionali organizzare da sponsor o lobbies. E’ la formula migliore per far incontrare chi di rete si occupa e chi la rete deve comprendere e migliorare con la propria esperienza, per sopravvivere in un mercato sempre più competitivo e virtuale.

Quello che è chiaro è che per sopravvivere gli intermediari del turismo devono rivolgere lo sguardo ai viaggiatori e voltare le spalle ai provider di informazioni che intanto continueranno a cercarli fino a quando non riusciranno a risolvere i problemi della semantica del web.

Il problema maggiore dei Global Distribution Systems e di tutti gli internet booking engines è quello di avere informazioni aggiornate in tempo reale sui servizi di ricettività e trasferimento ed in particolare sulla disponibilità dei posti e sulla qualità del soggiorno.

Queste informazioni non è possibile ottenerle perchè non esiste tecnologia che è in grado di raccolgierle. tutto qui. Anche se fosse comunque il problema dell’intermediazione del turismo non sarebbe risolto.

L’offerta e la domanda turistica sono talemente articolate che non basta avere su un monitor un elenco di dati, è necessario che ci sia qualcuno che sia in grado di assemblerli ed interpretarli con la propria eseprienza.

Qui agenti di viaggio e tour operator hanno un ruolo nel futuro. Devono imparare a navigare in rete per raccogliere informazioni, verificarle e porgerle ai propri clienti in pacchetto. Blog, social network, il web 2.0 giocano un ruolo cruciale in questo scenario. Il margine operativo per gli intermediari del turismo sopravvive nella domanda di quegli utenti che non hanno il tempo di spendere ore alla ricerca di offerte navigando in rete ma che sanno esprimere le loro richieste in termini di qualità e prezzo.
Questa logica ha determinato il successo di piattaforme come Virtual Tourist che raccolgono uno straordinario patrimonio di informazioni sulle destinazioni e che si possono benissimo utilizzare per creare servizi e pacchetti personalizzati. Ma questa è un’altra storia.

Queste riflessioni che vado raccolgiendo da un qualche hanno sono le stesse che animano sleepin in, il progetto che ho presentato e le cui caratteristiche mi sembra logico descriverle sul blog del progetto.

Su slideshare le slide che ho presentato:

Mi è dispiaciuto non poter seguire tutto il Travelcamp a causa di problemi che mi hanno impedito di seguire gli interventi del pomeriggio, in particolare quello di TravelEdu
ed in parte quello di http://www.wiaggi.it/ che stanno facendo un gran bel lavoro.

Note dolenti:

Assolutamente da additare al pubblico ludibrio la Fiera di Roma conferma ancora una volta l’impressione che le “istituzioni” continuino a vivere in un mondo che non c’è più. Il wifi alla fiera costa 24 euro al giorno! No comment,

Poche righe data l’ora per introdurre i Travelcamp al quale parteciperò domani prima di scappare a P.zza Navona da Beppe Grillo.

Domani io presenterò il progetto che sto portando avanti insieme a Matteo
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una piattaforma per il blogging dedicata ai Bed and Breakfast che im sembra meritino siti migliori di quelli che posseggono oggi. Sotto il cofano c’è WordPress MU.

L’idea nasce dalla constatazione che le ragioni del successo dei B&B sono le stesse del successo del blogging, per cui mi sembra naturale cercare di portare l’innovazione nell’uso dei mezzi di conversazione di massa ad un terget, quello dei gestori che fino ad oggi fatica ad affacciarsi su internet se non attraverso i portaloni del tursmo on line.

Sleepin in sarà naturalemente anche un blog divulgativo legato alle nuove tecnologie applicate al turismo.

La versione beta sarà on line a maggio ma intanto inizio a raccogliere un po di mail e contatti per preparare la fase di beta testing.

Per i dettagli vi rinvio ai prossimi post.

Buona notte.