Category: web design


N Y Times

 

Corriere.it

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E’ con un pizzico di soddisfazione che scrivo questo post. Con quella soddisfazione di vedere cambiare le cose piano piano, dando un piccolo contributo.

Alla Sapienza, un po di tempo fa, grazie a Francesco ed un manipolo di volenterosi ed entusiasti smanettoni è nato un blog, websapienza.wordpress.com. Piano piano sta diventando un canale di informazione importante per tutti coloro che nell’immensa organizzazione dell’Università di occupano di ICT e comunicazione.

Piano piano stanno nascendo idee e progetti ma sopratutto stanno procedendo e realizzandosi.

Il dibattito pubblico si dimostra il modo migliore per dare impulso al lavoro di molte persone che troppe volte resta imbrigliato nella complessità dell’organizzazione burocratica.

E’ così che sta prendendo forma un template per Joolma che adotta le regole dell’identià visiva de la Sapienza, che una google appliance presto fornirà adeguata risposta alle richieste degli utenti del sito dell’Ateneo e tante altre iniziative che man mano speriamo di riuscire a portare avanti.

websapienza.wordpress.com

200804152149

Durante la Design Week milanese verrà presentato un numero extra – ordinario di 7th Floor, il
numero 11, che ha visto per la prima volta all’opera la direzione creativa di un team
multidisciplinare e provocatorio come “Lola”, e la collaborazione degli studenti del Master in
Cultural Experience Design and Management di Domus Academy ed IRFI, insieme al
contributo di osservatori e protagonisti degli scenari del Design al tempo del Web 2.0 (Bill
Moggridge, Donald Norman, Isao Hosoe,ecc.).

In questo numero, gli argomenti del mondo
del Design e delle nuove tendenze dell’arte, si intersecano con quelli delle nuove tecnologie
(dell’interaction design in particolare) e della cultura d’impresa. Nella rivista ricorrono alcuni
motivi nella riflessione sul significato del design, ad esempio (nei contributi Alberto
Abruzzese, a Donald Norman, ad Andrea Granelli) – le parole
Umanesimo e Rinascimento
(nei contributi di Davide Rampello, Carlo Infante e Francesco Morace) – e si avverte in molti
dei contributi un’ansia di cambiamento e di rinascita.

Una voglia di semplicità, di comprensione di quello che succede, di ritorno a valori che vadano al di là della competizione
e dell’estetica a tutti i costi. La voglia di fare un passo indietro, verso un concetto di Design
come modo di compiere le operazioni, come Behavioural Design, come Service Design,
come progettazione, come disciplina, come connubio di etica ed estetica, di forma e funzione,
non più come qualcosa che “rende gli oggetti belli”.

Di questi e di altri argomenti si parlerà sabato 19 aprile 2008 alle ore 19,00 alla Triennale
Bovisa, in un breve brainstorming aperto con alcuni dei protagonisti di questo n.11 di
7thFLOOR

Finita come è finita la Storia di Italia.it, sarebbe bello sapere che fine ha fatto un’altro progettone che agli addetti ai lavori aveva suscitato impressione ed attese per risorse destinate (altre decine di migliaia di euro).

Ho fatto un po di ricerche sul web e trovare informazioni non è semplice.

Della cosa si è occupato egregiamente The MillionPortalBay

http://millionportalbay.wordpress.com/2007/05/21/culturaitalia-linizio/

http://millionportalbay.wordpress.com/2007/06/17/culturaitaliait-missing-web/

on line c’è questa pagina http://www.culturaitalia.it/

Welcome to OpenCms 6.2.2_1200999432187

Singolare che dei bandi di gara non c’è più traccia:

 

http://www.infoplus.gare.it/appalti/forniture/LAZIO_forniture.htm#

http://www.beniculturali.it/download/gare/avvisi/bando_dirgenroma1.zip

http://www.beniculturali.it/download/gare/avvisi/bando_dirgenroma2.zip

 

Cosa doveva fare Culturaitalia lo trovate qui:

http://www.otebac.it/culturaitalia.html

http://www.otebac.org/siti/realizzare/PICO_2_1sintesi.pdf

Interessante è anche la lettura della erlazione della commissione di indagine su Italia.it 

http://millionportalbay.files.wordpress.com/2007/12/relazionedellacommissioneindagine_portaleitaliait.pdf

 

L’Italia ha imparato a costruire cattedrali virtuali nel deserto

 

 

D(r)u pall vs Worpress

D’accordo Drupal permette di fare un sacco di cose, specie se si mangia PHP a colazione e io di solito digiuno. Drupal è più un framework che un CMS vero e proprio e ci si può costruire sopra un sacco di roba. D’accordo. Ma WP è infinitamente più semplice da personalizzare.

A parte il fatto che non so per quale ragione, l’input format di una pagina che avevo creato in drupal si è modificato da full html a php code e la cosa ha mandato in vacca il modulo “panels” con il quale gestire una home page su più colonne. A parte il fatto che per scoprirlo ci ho impiegato un paio di giorni.

Il bello viene però quando uno cerca di modificare i CSS. Non so ancora bene come Drupal gestisce i CSS ma non è banale fargli cambiare idea.

Ho provato a modificare il file page.tpl.php cme indicato qui con le modifiche del caso ma niente.

Per ora c’ho messo una pezza inserendo dei tag html nel campo del nome del sito e della tagline ma non è certo una soluzione di stile.

Se sapete come superare il problema non esitate. commentate.

I use Quanta Plus editor to write html. It’s open source, it works on mac with some hacks and it is full of interesting features. Everything works well but not the cut and paste from Aqua. To use Quanta + you need to install X11 and if you cut text from an appliocation within cannot paste into the acqua application.
I found this hint that works fine. It suggests to use xclipboard and X11 application the makes the “bridge” between the two windows systems. xclipboard it is already packaged with X11. You have only to launch it.

Technorati Tags:

via Paolo Donà il genio nipponico all’opera sull’innovazione:

Italia.It

Assolutamente Grande. Poche ore di lavoro e il ragazzo ha messo su la home di Italia.it in css. Era questo che intendevo.
Complimenti Pugia

Simone mi indica un serio copetitor per Italia.it: alia.it

la Stessa idea ce l’ha avuta Antonio Minervini