Leggo su Mlist il quesito di D’Angiò, produttore di cravatte che chiede lumi su come ottimizzare il sito per aumentare i visitatori. Non resito e scrivo di getto. L’idea di portare traffico e fare marketing per un produttore di cravatte di alta qualità mi solletica.

Queste le prime idee a caldo. Il dubbio di fondo è: sito o blog?

Non cosa ne pensi la moderatrice ma l’idea di lanciare in un covo di professinisti del web marketing la “sfida” di aumentare il traffico verso un sito che parla di cravatte, dedicate ad un mercato di nicchia, dimostra che dietro all’idea imprenditoriale “la stoffa” c’è.

Carissimo D’Angiò, premesso che non conosco approfonditamente il mercato della moda maschile ed in particolare degli accessori e che qualsiasi operazione di marketing (web compreso) dovrebbe poggiare su una seria analisi del mercato, provo a lanciare qualche idea per migliorare le prestazioni del sito:

1) se vogliamo scalare I motiri di ricerca le keywords non bastano. Bisogna produrre contenuti ed un sito ottimizzato su determinate parole chiave, consci del fatto che l’operazione è di medio e lungo periodo. I motori ed in particolare google tiene conto di fattori legati al tempo, alla longevità del sito e alla sua popolarità in termini di link a siti dello stesso settore.

2) Bisogna innanzitutto abbandonare la tecnologia flash, utile per produrre contenuti particolari ma non per il sito nel suo complesso. Imperativo è abbandonare la musica, vieppiù se rinascimantale. Il web non è la televisione, per foruna.

Mi spiego con un esempio.

Immaginiamo il sig Rossi, single impiegato in una azienda che decide di cambiare il proprio stile. Vuoel far colpo sulla segrataria dell’ufficio di fronte. Decide di comprare una cravatta al top. Digita su google la parola “cravatte” e dato che D’Angiò ha investito nell’ottimizzazione del sito trova in testa ai risultati www.dangio.net. E’ in ufficio. Clicca e parte la muisica, proprio mentre il suo capo entra nell’ufficio per presentarlgi un cliente importante. (peggio se lavora in un open space). La musica accompagna le presentazioni. Imbarazzo e rapida chiusura del sito. Abbiamo perso un visitatore.

Per non considerare che un sito con music ace l’ha pure Marinella. Il fatto che Marinella sappai fare le cravatte dal 1914 non significa che sappia fare I siti internet. Differenziarsi nell’immagine mi sembra una strategia che paga.

3) Più che comunicare l’oggetto cravatta, prodotto maturo e, standard, almeno nella sua forma, valorizzerei i suoi elementi costitutivi. La seta jacquard, la manifattura aritigianale, la ricerca storica, la ricerrca del colore, il disegno, l’ispirazione che l’ha generata. mettendo in relazione tutti questi elementi con tratti di una personalità tipo, che poi sarebbe il cliente. Stilizzerei oltre al prodotto anche la persona che la dovrà indossare. D’altronde di uno stilista sitamo parlando. E lo stilista stilizza per definizione. L’operazione non è banale e implica una approfondita ricerca sul linguaggio da usare.

4) A questo punto la domanda da un milione di dollari. Per raggiungere questi obiettivi il sito è lo strumento migliore. O è meglio un blog?

Il blog a mio modo di vedere è la soluzione migliore.

E’ search engine, friendly, (si risparmia sui costi del redesign del sito e relative ottimizzazione per I motori di ricerca)

è facile da gestire e molto usabile,

è PERSONALE e per un’azienda che punta su un marchio che è un cognome mi sembra uno strumento naturale.

Permette di sperimentare diversi registri di comunicazione e di avviare una “conversazione” con il proprio mercato di riferimento.

Permette di raccolgiere in maniera semplice molte informazioni sui propri clienti e sui loro gusti.

Può diventare un vero e proprio prodotto editoriale attorno al quale sviluppare e promuovere la cultura della cravatta, facilemte integrabile con strumenti multimediali, come podcast, video etcc. Esistono interessanti blog sul vino, sul caffè, sulgi orologi ma non sulla caravatta. Ecco alcuni esempi pescati a caso dalla rete

http://www.tigulliovino.it/blog/index.html

http://www.aristide.biz/

http://www.aristide.biz/

http://www.ilblogdegliorologi.com/page/2/

http://blog.foodrinks.it/

I blog sono molto letti negli stati uniti che impazziscono per l’italian style

Sareste I primi. Socmmetto che Marinella vi seguirà entro un anno aprendo un blog entro un anno.

5)Da ultimo ma siamo fuori dal web marketing cravatta e vestito sono come zucchero e caffè. Una buona strategia di co. branding con qualche firma della moda maschile non gusterebbe

Certo il budget da dedicare ai punti 1-5 è seicuremante più accessiibile rispetto al punto 6)

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