Mio nonno Giuseppe era iscritto alla FIOM, mio zio Michele, suo figlio, sfilava anni fa con la CGIL e la FIOM all’ITALSIDER di Genova. Tutte e due, Sabato sfilavano a Piazza San Giovanni, uno nella memoria della famiglia, metalmeccanico, portato via da un tumore alla gola, poco dopo la pensione nel 76 se non ricordo male, l’altro con il suo cuore così così, dopo anni di rifiuto e schifo per la “politica” di questo paese, ancora vivo e forse con le lacrime agli occhi nel vedere, bandiere Rosse e facce vere, finalmente dire basta.

Sabato in P.zza San Giovanni non sfilava il retaggio di una politica superata, gli anni 70 che ci vendono nelle vetrine, scampanati a zampa d’elefante e psichedelici, no, in quella piazza nessun retaggio ma memoria, si, memoria presente. Memoria di lotte e diritti conquistati con sacrifici per un futuro migliore e per tutti. Conquiste che negli ultimi vent’anni sono state fatte a pezzi in nome dell’arroganza e della miopia di una classe dirigente ormai totalmente scollegata dalla realtà. In piazza San Giovanni, sabato c’era finalmente la gente vera, sangue, sudore e rabbia a urlare parole dimenticate, rimosse, nascoste: lavoro, giustizia, eguaglianza, dignità.

Grazie alla FIOM finalmente in televisione e nell’agenda politica sono tornati prepotentemente alla ribalta il tema fondamentale per lo sviluppo ed il futuro di un paese: il lavoro.

Grazie FIOM. Grazie Nonno