Silenzio

Non è una data come un’altra, quella di oggi. C’è sempre un punto di non ritorno, un momento nel quale quello che è chiaro da un po’, si cristallizza in una forma, in una fine e nel relativo inizio. L’elettroencefalogramma di una democrazia in stato terminale da un decennio, oggi, con il decreto salvaliste, è piatto. Anche questa dittatura strisciante finalmente ha un atto formale di inizio. E’ per questo che da oggi, scriptavolant dopo oltre tre anni di scrittura quasi quotidiana si spegne. Non so se definitivamente. Non è protesta, anzi, ora ci sarebbe bisogno di urlare di più, ma lo schifo, la nausea, la paura richiedono a qualsiasi essere umano un momento di pausa. Non ce la faccio ne a scrivere, argomentare, riflettere ne stigmatizzare nulla. Non è c’è più spazio per il discorso perchè non ci sono orecchie e menti che ascoltano e perchè argomentare, significa, oggi, solo scendere sul terreno della banalità, dell’ovvio, dell’inutile, speciosa, critica su questioni di lana caprina, mentre tutto crolla, si sfascia.

Questo paese è drogato, ormai, e produce rigurgiti di ovvietà, è divorato dalla paura e a nulla serve parlare di diritto, di innovazione, quando tutto è mangiato dal luogo comune dalla negazione di riconoscere ciò che è sotto gli occhi di tutti. Scrivere, argomentare, con i tempi della rete, oggi espone al rischio di essere fagocitati nella dialettica servo – padrone e di magnificare in qualche modo l’operato di una classe politica ed “intellettuale” che merita solo il silenzio.

Da oggi, quindi, per un po’. Silenzio.