E’ divertente seguire le cronache sui quotidiani dell’ennesimo tonfo delle borse, che il giorno dopo si dimentica come se non avesse conseguenze. E’ divertente perchè a leggere i giornali l’Italiano apprende che il problema è dovuto al dissesto di Portogallo Grecia e Spagna e forse un po si rincuora. Peccato che è solo uno zoom sul cartello che indica la direzione del baratro. Se si allarga l’inquadratura sul cartello appare una scritta: PIIGS (maiali, streessando la i) e la i stressata è quella dell’Italia. Con questo originale e molto british acronimo in borsa a Wall Street i geni della finanza che ci hanno mandati tutti a perdere chissà dove indicano una cnquina di paesi più pericolosi di quelli dotati di armamenti nucleari: Portogalli, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna.
Tutti allegramente sull’orlo del crack ed in competizione per vendere titoli di stato e rifinanziare un debito che si avvicina inesorabilmente al punto di non ritorno.
e quel’è il punto di non ritorno? Lo spiega il solito grillo oggi http://beppegrillo.it/2010/02/chaos_economy_di_eugenio_benetazzo/index.html
Le danze si apriranno il giorno in cui, all’asta dei bond nessun pazzo si presenterà e allora si salvi chi può