Lettera aperta a Maruska Piredda.

Carissima Maruska,

non so se ha mai sentito durante le lotte sindacali di cui è stata protagonista, l’urlo No pasaran!. E’ improbabile.
La sua vicenda è, suo malgrado, simbolo di questa epoca malandata ma non voglio spendere parole inutili.
Ho appreso in questi giorni  che la sua vicenda, non so se con abile strategia o a causa di un semplice effetto collaterale, l’è valsa l’ingresso nell’arena mediatica e politica, il che, costituisce un bel colpo e sicuramente una possibilità di crescita professionale migliore delle prospettive offerte dalla good company di Colaninno & Co.
E’ diventata un simbolo ed in quanto tale, oggi, eredita una responsabilità di cui non so se  avverte  la gravità.
E’ vero, i simboli nel grande mondo della media-politica nascono, crescono e muoniono alla velocità della luce ma gli effetti del passaggio delle comete restano. Purtroppo

E quindi, lei, per il vezzo e l’irresponsabilità, di qualche titolista si è trasformata ne la ‘Pasionaria’.
In un colpo solo lei, che ora si occupa di politica si ritrova addosso l’abito di una della figure pù importanti dell’anti fascismo: Dolores Ibarruri, titolare del “copywright” sullo slogan che le ricordavo; protagonista della guerra civile spagnola e delle lotte per i diritti delle donne.
Non mi sembra poco.
Non le scrivo però per impartiLe una lezione di storia per la quale non avrei alcun titolo. No. Ma solo per chiederle una semplicissima cosa.
Eviti che questo soprannome, La Pasionaria, venga eliminato dal televoto, come si fa nel Grande Fratello, eviti che ai ragazzi, ai nostri figli, sfugga un’occasione per recuperare un pezzo di storia e di memoria che li aiuterebbe, per quel poco che vale, a non finire fagocitati dalla prossima CAI, ad affermare i loro diritti e a difendersi in un epoca, come quella che ci aspetta che di Pasionarie temo ne avrà molto bisogno. Li aiuterebbe a capire che le parole sono importanti, sono la storia, il sangue delle persone e si possono spendere bene o male ma comportano una enorme responsabilità.
Nella prossima intervista e quando farà capolino nelle numerose trasmissioni televisive in cui comparirà, spenda due Parole per Dolores Ibarruri, per le donne, per la libertà. Spieghi che un soprannome del Genere è forse eccessivo e rimetta le cose a posto nella loro giusta dimensione storica. Ricordi loro che la memoria è importante e che molto del loro futuro lo possono ricordare.
httpv://www.youtube.com/watch?v=2QFM-HdAvkg