Il medio oriente si allarga e si infiamma. si allarga dall’Ossezia al Pakistan. Si infiamma perchè da un capo all’altro del fronte l’incendio sta assumendo forme planetarie. Le fiamme danzano e si ravvivano al soffiare del vento della geopolitica e in base ai capricciosi mantici delle “diplomazie” mondiali che alinentate dalle braci del terrorismo e dei diversi fondamentalismi Arabi o Occidentali che siano, di destra o di sinistra, conservatori o progressisti. Una incandescente linea di fuoco che passa per Iraq, Libano, Gaza, Afghanistan, Pakistan. Basta ridurre lo zoom su una google mappa per rendersi conto della situazione.
Israele Sta nel mezzo, Russia, Stati Uniti e Cina, sono continenti in Rotta di collisione. Spingono India e Iran contro Israele e azzardare sviluppi e alleanze è puro RisiKo che la storia fa presto a mandare all’aria. Quello che è certo che la crisi finanziaria e sistemica non potranno far altro che accelerare quello che ha tutta l’aria di sembrare una corsa folle verso un conflitto mondiale di proporzioni inimmaginabili.
In mezzo la gente di Gaza, di Israele, tutti i diseredati del mondo, profughi senza patria, terra e cibo. Miserabili. Punto.
I media continuano a commentare il conflitto a pezzi, con le solite categorie con un copione drammaturgico che vede il mondo diviso in buoni e cattivi, che ormai non vale nemmeno per una fiction da seconda serata. Per fortuna con un po di sforzo ci si può informare in maniera più equilibrata.
Francamente non me la sento di prendere una posizione netta ne a favore di una ne dell’altra parte. Ciò non toglie che pur non condividendo in toto la politica di Israele trovo intollerabili un paio di cose:
Trovo intollerabile come la politica di Israele venga banalizzata e si tenti di rovesciare la storia con l’uso scorretto di parole pesanti come Olocausto. L’antisemitismo no cessa mai di sopravvivere ed usarlo per sostenere una causa umanitaria come quella dei profughi di Gaza non aiuta di certo a migliorare la situazione.
Chi accusa Israele di politica colonialista credo che sia rimasto vittima di deliri ideologici. Ha forse ragione Ralph Peters su Ny post quando sostiene

What have been Israel’s “crimes?” Not “stealing Palestinian land,” but making that land productive, while exposing the incompetence and sloth of Arab culture.

Israel’s crime isn’t striking back at terror, but demonstrating, year after year, that a country in the Middle East can be governed without resort to terror. Israel’s crime hasn’t been denying Arab rights, but insisting on human rights for women and minorities.

Israel’s crime has been making democracy work where tyranny prevailed for 5,000 years. Israel’s crime has been survival against overwhelming odds, while legions of Arab nationalists, Islamist extremists and Western leftists want every Jew dead.

But Israel’s greatest crime was to expose the global cult of victimhood, to prove that hard work, fortitude and courage could overcome even history’s grimmest disaster.

Israele è la Dimostrazione che pur con tutti i suoi limiti, una democrazia è in grado di creare sviluppo in zone dove le risorse sono scarse, costruire nel deserto senza farsi schermo della popolazione mandandola al massacro.

Certo i palestinesi e Gaza in particolare sono in una condizione disumana ma Europa e USA (e relativi cittadini) farebbero meglio ad assumersi una volta tanto la responsabilità delle proprie scelte politiche e di rappresentanza. Sono 20 anni che mandiamo in parlamento persone assolutamente incapaci di prendere una posizione netta nei confronti di Hamas e di parte dell’OLP. L’assenza di pensiero critico nei confronti degli atteggiamenti ambigui e spesso criminali delle organizzazioni che hanno gestito fino ad oggi la parte araba del medio oriente aggrava solamente la situazione.

Comunque per farsi un’idea di cosa sta succedendo si può nuotare nel mare delle informazioni che i social media mettono a disposizione. Su mushable c’è un gran bel pezzo

http://mashable.com/2009/01/04/how-to-track-gaza-using-social-media/