Sono stato invitato (come seconda linea) anche io al D Day con Al Gore al Teatro Ambra Jovinelli, l’8maggio a Roma. Non sapevo dell’evento e la cosa mi ha fatto un enorme piacere.Ho scoperto solo dopo del puntuale putiferio esploso tra i giacobini e i realisti della rete. Siamo alle solite e come al solito non capisco.Premesso che andrò all’incontro per le seguenti ragioni:

1) sono davvero curioso di vedere a magari fare qualche domanda a Mr Al Gore che, bene o male, stimo e no ho è l’ultimo arrivo.

2) sono convinto che Current TV con i limiti di ogni cosa umana sia una cosa buona

sparo li le mie due riflessioni sulla polemica.

La sporca 30ina, ovvero la lista degli eletti a porre domande e con il gravoso compito di fare buzz in rete sono, a torto o a ragione, coloro che della blogosfera italiana sono riusciti a farne un prodotto “editoriale”.

Alzi la mano, tra i giacobini, colui che non li ha feeddati ed ogni tanto non va a sbirciare quello che scrivono o chi linkano.

Se è vero, come è vero, che internet non si può declinare ne misurare con le logiche dei media mainstream allora ogni sensazione di esclusione, ostracismo, discriminazione non ha senso di esistere. Ci credete o no a questa coda lunga? Io comincio a dubitarne.

Meno, dubito degli effetti della coda stessa.

Conti, Debaggis, Beggi, D’Ottavi, Mattina, Mantellini, De Biase, Giovy e via discorrendo (con il massimo rispetto ed accresciuta stima) non è che siano esattamente De Bortoli, Riotta, Mauro, Mieli, Ferrara, Vespa, Rossella e compagnia bella. Il fatto che siano stati loro ad essere invitati per me la dice lunga sulla “novità” dell’evento. Al Gore nel bene o nel male è un ex presidente degli Stati Uniti D’America ed il fatto che tra le seconde linee ci sia finito anch’io, forse per sbaglio, magari nella mente di qualcuno per fare solo presenza, a me dice qualcosa. Qualcosa è cambiato.

Percepire il contrario mi da l’idea della perdita del senso della misura. Fino a non più di 10 anni fa, una cosa del genere non sarebbe stata presa sul serio nemmeno in un romanzo di Asimov.

E qui veniamo a Current Tv. Un colosso, super finanziato, tutto quello che volete ma Current TV è forse uno dei migliori esempi di come la rete stia cambiando il modo di produzione e di fruizione dei media. Ci si può sperticare in tecnicismi e dietrologie ma a poco vale. Gore ha finanziato un canale che qualcosa di uovo in rete lo ha portato. O no ? IPTV, WEB TV, BLOG TV, grassroot TV, Citizen Journalism, Meglio Joost o N3TV, non lo so, ma per me non è importante. Importante è l’evoluzione non la sua forma temporanea. Gli scienziati della comunicazione avranno tempo per studiare. Current TV italia? Alleluja. Forse ai critici aspiranti blogstar e fieri sostenitori della libertà di stampa e di parola sfugge il panorama editoriale di questo paese.

Nei prossimi giorni si insedierà al governo italiano un Tycoon di fatto proprietario di 6 canali televisivi e di un gruppo editoriale di tutto rispetto. Qualche problema di pluralismo lo abbiamo o no? Forse ai più è Sfuggito che a dirigere Current TV Italy è Tommaso Tessarolo. Ora, Tessarolo non lo conosco personalmente e non conosco a fondo il suo curriculum ma se è vero quello pubblico disponibile in rete sono evidenti un paio di cose:

1) non che nella sua vita professinale abbia fatto solo un blog. Mentre studiava la TV e le sue mutazioni internettiane s’è inventato pure un paio di aziendine. Se avessi raggiunto metà dei suoi obbiettivi probabilemnte il sottoscritto manco ce lìavrebbe un blog (scherzo)

2) non mi sembra che abbia vinto la lotteria della grassroot television perchè appartenente a qualche area politica particolare. Se così qualcuno mi smentisca.

Facciamo un esempio all’italiana. Nessuno TV, nata dalla volontà di Giancarlo Santalmassi, passata per le mani di Bruno Pellegrini, che hanno triturato, aveva dei numeri, non quelli di current tv ma dei numeri per diventare una grassroot TV ed invece è diventata il sito vetrina dell’omonimo canale satellitare, presto televisione di partito dei DS (oooops scusate PD) con alla direzione Claudio Caprara, il cui curriculum non mi risulta essere esattamente “specialistico” (ho provato a verificare in rete ma non ci sono tracce del passato professionale del direttore e non ho il suo cellulare, quindi attendo smentita) . (a proprosito invito tutti a linkare il suo profilo LinkedIn, ne ha bisogno).

Lo so mettere una persona competente al posto giusto suona stano in Italia, ci deve essere un complotto, Tessarolo e la sporca 30ina sono asserviti al potere Statunitense e soprattutto non tengono in giusta considerazione il popolo della rete. Sono venduti, antidemocratici perché non danno voce a chi la rete la fa davvero e la usa dalla mattina alla sera.

Mi sembra che se da un lato i realisti della blogosfera peccano talvolta di autoreferrenzialità, i giacobini non sappiano guardare al di la del proprio naso mentre si osservano l’ombelico.

Fanno markette, dice, questi blogger fanno markette. A parte il fatto che per presenziare all’ eventone non ricevo denaro ne altri mi risulta quello che mi importa sottolineare è un’altra cosa. I blog sono media, ne più ne meno di altre forme “tradizionali”, la responsabilità di quello che scrivo e che pubblico e quindi se volgio fare markette che volete che sia?.

Anzi mi metto al passo con la televisione illuminata e copio Chiambretti. LE markette le faccio, lo dichiaro ma a chi voglio io e pensate un po gratis. Che puttaniere senza scrupoli.

Un Ultima parola per Montemagno. E’ un media man e che volete che faccia. Il media man e bene. Umanamente lo comprendo ed apprezzo anche la trasparenza. Mettetevi nei suoi panni, immaginate di venire contattati per organizzare un evento con Al Gore e pensate a cosa avreste fatto in poco tempo. Ha risolto il problema, ha raccontato tutto con il massimo della trasparenza, a aperto nei limiti del possibile. Che volete? Bravo

Chiudiamo con un grazie ad Alesso Jacona.

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