Domani alle 18.00 alla Libreria Feltrinelli, Galleria Alberto Sordi, P.zza Colonna a Roma, Eraldo Affinati presenta il suo ultimo libro. Io sono la.

200804160128E’ un libro di viaggio nello spazio, nel tempo, nell’io di un uomo e nell'”altro” da noi’; Tra l’Eur e il Marocco, dall’infanzia al presente, Affinati ritorna alle sue origini passando dal quel mondo dal quale i suoi ragazzi fuggono varcando quel mare che da sempre è anche una soglia del tempo. Bastano poche centinaia di miglia marine per tornare indietro di lustri, decenni, secoli, per scoprire nuove domande e buttare via vecchie risposte.
“Intuiamo ancora il senso di quello che stiamo facendo? La portata delle conseguenze delle nostre azioni? Dove finisce tutto quello che perdiamo?”. Affinati si pone queste domande dopo averle lette negli occhi e nei comportamenti dei cittadini della Città fondata a Civitavecchia da John Carrol Abbing nel 1954.

Abbandonare i figli, per fame, per egoismo, per dolore o per sopravvivenza è questa una delle ragioni ultime del diffondersi del caos nel quale viviamo.
Ignorare le conseguenze di qualsiasi azione è davvero l’ultima difesa possiile?.

“Ogni persona consuma l’esperienza di chi la proecede e nello stesso tempo ne ridistribuisce i frutti acerbi, maturi o bacati”

E’ questa prospettiva che parte dall’uomo e finisce con l’uomo e il suo agire che Affinati salta a piè pari sociologia, economia, politica. E’ tutto qui, semplice, nell’amore che si è ricevuto ed in quello che si riesce a dare a prescindere.

Quello che all’inizio non sembra un vero e proprio romanzo acquista una forza letteraria potente quando, scendendo nel profondo del suo rapporto con il “padre”, orfano anch’egli come i ragazzi con cui lavora oggi , Affinati solleva il punto di vista del lettore all’altezza giusta per fargli contemplare il mosaico di storie che anima la vita della Città. Le domande alle quali cercano di rispondere loro sono le risposte che cercava lui nell’infanzia da chi lo aveva generato, senza ottenerle.

Il viaggio di Affinati è un viaggio nella sapienza, una via per imparare ad essere quello che fino ad oggi non si è potuti essere. Quello che è rappresentato in una trama perenne da tragedia greca, quello che si perpetua nell nemesi di un dolore non compreso e chè segna un’epoca di guerra senza fine si scioglie alla luce di semplici gesti di un insegnante, di un uomo che decide di tornare alle radici del proprio passato trovandole in un presente segnato dalla dispora di persone alla ricerca della salvezza.

Affinati questo percorso lo fa con la letteratura e con l’insegnamento, ridandole forza, passando per Ungaretti (“è il mio cuore il paese più straziato. ma nel cuore nessuna croce manca”), Dostoevskij per concludere non a caso con Tehilard de Chardin

“Il più grande avvenimento del futuro sarà la nascita di una coscienza umanitaria collettiva, un’opera umana da compiere”

Speriamo che le parole del grande teologo, scienziato, filosofo possano avverarsi presto che tutte le Città del Mondo possano diventare davvero Città dei Ragazzi.

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