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Lunedì 25 febbraio 2008 alla Casa delle Letterature appuntamento per celebrare la lentezza. Andateci piano.

blog: lalentezza.wordpress.com

 

Troppe volte ce lo ripetiamo: bisognerebbe rallettare. Il tempo sta assumendo strane curvature inseguendo le quali la nostra identità fatica a mantenersi in equilibrio.

Riscoprire il proprio tempo per appropriarsi del proprio spazio mi appare, oggi, non solo un esercizio letterario o sociale ma  rivoluzionario ed eversivo.

Tra gli amici si è sparso questo desiderio di lentezza che ha sempre di più i tratti del riflesso incondizionato, come il respiro. Lo sento dire sempre più spesso.  Rallentare per respirare regolare, tornare a pensare, soppesare e valutare con chiarezza tutto quello che ti si dipana davanti, fisicamente o mediatamente. Piano senza perdere nessuna, vera, opportunità. Un desiderio al quale segue, normalmente, quello di fuga, in campagna o a Capoverde per tornare a vivere con un metro umano, in uno spazio a misura d’uomo, con un tempo che misuri correttamente una ed una sola vita: l’unica che abbiamo.

Questo rallentamento, lo sto vivendo in questi mesi, tornato al passo che so tenere, dopo anni spesi a correre e saltare, moltiplicato in mille altri spazi, proiettato in diversi contemporanei. E’ difficile raccontare come cambia il respiro, l’olfatto il gusto e quanti nuovi pensieri, sogni e sensazioni che ritornano a galla quando la superfice del mare è calma. Lo farò, talvolta, sperando di riuscirci, cambiando un pò il volto di questo blog.

Darò più spazio alla letteratura e alla scrittura creativa e al web writing come originariamente, meno alle questioni tecniche e di codice. Resteranno vivi i post relativi ai wiki e ai social media che continuano ad essere territori interessanti da esplorare anche in chiave umanistica. Se riuscirò a lavorare con constanza sull’idea della linea editoriale il blog si concentrerà su una sorta di tecno-umanesimo che da molto tempo sono convito sia il futuro della comunicazione e dell’espressione in rete.

Ho speso molti anni per "saper fare" e di cose ne ho imparate è ora di rallentare e dicarsi di più al "saper essere".