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foto di ComandZed sul Flickr

Alla ricerca di risorse utili sulla scrittura mi sono imbattuto in Bomba Carta prima ed in Antonio Spadaro, subito dopo.

Antonio Spadaro è un Gesuita. A leggere il suo curriculum vien voglia di lasciar perdere tante sono le cose che ha fatto e fa ma sopratutto mi ha colpito l’uso sapiente del web (web 2.0) che ha dimostrato nel distribuire il suo pensiero ed I suoi contenuti.

Bombacarta è:

è un’esperienza di esercizio e di riflessione sull’espressione artistica e creativa aperta a chiunque abbia il desiderio di mettere in gioco la propria sensibilità e i propri talenti in un confronto aperto e creativo.

BombaCarta è un progetto culturale fondato su un Manifesto di impegno culturale e creativo che esprime la visione dell’arte e della vita in cui radica la sua storia. Il Manifesto non nasce da un’idea stabilita a priori ma è scaturito dall’esperienza stessa di BombaCarta e dalla riflessione di coloro che con entusiasmo e in amicizia ne hanno animato le iniziative in questi anni.

BombaCarta è nata quasi per gioco da un gruppo spontaneo di amici a Roma il 12 gennaio del 1998. Da allora ha sviluppato una storia istituzionale scandita dalla costituzione nel 2002 dell’associazione culturale BombaCarta di Roma e nel 2005 della Federazione BombaCarta che raccoglie in Italia e all’estero diverse associazioni culturali che si riconoscono nel Manifesto.

ed il resto lo trovate sul sito http://www.bombacarta.com/?page_id=498
 
Bombacarta è anche una federazione di gruppi che producono e diffondono cultura letteraria, a Bagheria, a Roma, a Urbino, a Trento, a Taranto a Targo Mures in Romania ed in altre città. Federazioni ciascuna con un suo sito.

Bombacarta è anceh Gas.o.Line, una è.zine distribuita in formato pdf interessantissima.

Bombacarta è anceh internet TV con Bomba Tv e BombaPod, una raccolta di podcast disponibile su che regala 60 interventi registrati in riunioni, interventi e covegni organizzati dalle associazioni.

Ma Bombacarta non è solo web 2.0. Ci sono indee e continuti di alto livello.

Ho ascoltato un intervento di Antonio Spadaro registrato il 4 Aprile del 2007 dal titolo “La narrazione come principio di Libertà”. Straordinario.

Con la parola principio si indica una norma morale, etica o empirica ma anche inizio, punto di partenza. La narrazione può intendersi come principio sotto entrambe I punti di vista. Solo quando un fatto, un esperienza si può raccontare si può parlare di libertà nel senso più ampio del termine.

La narrazione è liberazione. Se la si intende poi come capacità di creare senso oltre la semplice concatenazione di fatti e di esperienza, la liberazione assume un’importanza ancora maggiore. Libera il pensiero. Permette di vivere pienamente un’esperienza che altrimenti rimarrebbe confinata entro I limiti del pensiero, dell’intuizione.

Spadaro cita Henry Lavelle:

è legittimo dire che il linguaggio incatena il pensiero, il che è ugualmente vero in due sensi: gli impedisce di sfuggire e ne costringe il libero gioco ma è vero che lo libera perché senza costrizione il pensiero resterebbe prigioniero entro i limiti del possibile senza poter accedere nell’universo nel quale viviamo.

 

…la violazione del nesso della cronaca del fatto meramente oggettivo questa è narrazione non è questa liberazione dell’esperienza anonima e anodina?”

Spadaro, incalza:

non c’è esperienza umana che sia realmente, indicibile, inenarrabile, indefinibile in un modo o nell’altro…

se non trovi le parole vien il sospetto che tu non vivi alcuna esperienza.

Sarà questo legame con la libertà alla radice del successo del blogging e del fiorire di espressioni in rete?
E’ questo principio di libertà che mi fa preferire un’idea umanistica della rete e non meramente tecnologica