Scrivere sulla tecnologia, fare copywriting, non è facile. Con il linguaggio del marketing incrostato nelle menti di chi deve dare il “visto si stampi”, diventa quasi impossible.
Per quanti sforzi si faccia si finisce vittima dei luoghi comuni, delle formule precotte.

“Abbiamo sviluppato una soluzione web based in grado di migliorare i processi in azinenda bla bla bla”.

Chi  cerca di liberarsi dalla schiavitù degli uffici PR, si rivolge allo storytelling,

Adottare un taglio più narrativo nella comunicazione aziendale, anche in quella esterna e “ufficiale” aiuta spesso a conquistare attenzione e lettori, a sfuggire i pericoli dell’omologazione, a dare all’organizzazione uno stile e una voce propri. Un freddo case history può essere narrato come un racconto, con un inizio, uno svolgimento e una conclusione. E così per un nuovo prodotto, la cui nascita può essere raccontata dalla viva voce dei suoi progettisti.

Luisa Carrada

Raccotare è un esercizio che, oltre ad essere divertente, può aiutare il copywriter. Se scriviamo di tecnologia, poi e cerchiamo di spiegare ad un pubblico di non tecnici il valore di complicati apparati o applicazioni bisogna imparare a scrivere le favole.

La bizzarra idea mi è venuta leggendo “Le favole di Andy“, di Antonella De Mattia, una collega dell’Università La Sapienza che, oltre a scrivere bene, devolve il ricavato all’Unicef-.

Il primo racconto, Timmy, la gocciolina d’acqua, spiega ai bimbi, in una pagina e mezza, il ciclo dell’acqua: dall’oceano e ritorno, passando per le nuvole, i torrenti e fiumi.

E’ fantasionso, tecnicamente perfetto e scritto in un linguaggio che dire plain è riduttivo.

Il primo che riesce a spiegare i web services con la stessa semplicità diventerà famoso.🙂

Se riesco ne pubblico uno stralcio

Se volete comprarlo e donare 15 euro all’unicef scrivetemi, chiederò all’autrice un contatto.

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