Ero all’aeroporto Charles De Gaulle, quando a migliaia di chilometri veniva assassinata Benazir Bhutto, rientravo dalle vacanze natalizie e nonostante non manchi un monitor qui in ocidente ormai da nessuna parte, la notizia l’ho appresa solo alle 20:00 appena rientrato a casa. Oltre alla morte di una donna straordinaria mi ha colpito questo isolamento. Sarò stato distratto io, ma tra video clip e pubblicità natalizie non ho scorto notiziari speciali ne sentito commenti tra le persone che viaggiavano con me. Sarà banale ma "sapere" è una delle cose che per chi vive in tempo di pace e democrazia, in un’epoca dove i media sono il nostro reale, "sapere" ha un valore sacro, etico e l’aver scoperto troppo tardi della morte della Bhutto mi ha lasciato ancor più confuso ed interdetto. Lo sapeva che l’avrebbero uccisa, Lei lo sapeva ma ha tirato dritto con il suo comizio sul palco e mi vengono in mente Falcone e Borsellino, l’11 Settembre, Calipari, Ilaria Alpi e la schera di perosne che ha avuto il coraggio di sacrificare la propria vita ad una causa. Mi vengono in mente ma purtroppo non so come dare a queste persone il giusto tributo,come sfogare dolore e paura. Non lo so più da tanto tempo ormai e mi taccio.

Addio