La vicenda Masternewmedia vs Google, è un esempio concreto di come la questione della net neutrality e, per esteso, le posizioni dominanti sui mercati non siano questione di lana caprina o solo per addetti ai lavori.
A dire il vero fa il paio con quella del governo dell’ICANN sulla quale poco inchiostro (digitale e non) si spende.

Ho fatto due chiacchiere con Robin per telefono (via skype ma inizierei a sfumare certe inutili distinzioni) e visto che la cosa è finita nel suo post cerco di mettere giù qualche pensiero che nuota in una riflessione ampia e complessa e che avevo già iniziato qui.
Per deformazione mentale tendo ad inquadrare il problema della net neutrality in un ambito più esteso che fa dalla questione infrastrutturale (le reti di nuova generazione ed il duopolio sulle dorsali) al trusted computing passando per il governo dell’ICANN.
Banalizzando:

Le infrastrutture e le reti di nuova generazioni garantiscono fisicamente l’accesso fisico alla rete. Il fatto che non si investa nella loro innovazione (vedi la fibra che ride di Quintarelli, che si mantenga, di fatto, un monopolio, in Italia, sull’ultimo miglio, che un oligopolio per le dorsali deve far riflettere sulla mancanza di meccanismi regolatori che non siano quelli del mercato.
una volta entrati in uno spazio bisogna orientarsi e per farlo sulle reti si utilizzano due strumenti. I domini e i motori di ricerca.
L’ICANN è il consorzio internazionale che gestisce i domini e Google è il quasi monopolista della ricerca e della distribuzione di pubblicità, ovvero presidia il canale di distribuzione dei prodotti e quello dei ricavi. Non so se rendo, l’idea.

Non è un caso che in una situazione dove a monte della catena l’oligopolio è la forma di mercato naturale spuntino iniziative volte a limitare la net neutrality e che si tenti anche di mettere le mani sull’hardware con il trusted computing

Tutto ciò minaccia la libertà di iniziativa economica (vedi i piccoli editori) e la libertà di espressione in un epoca in cui la rete sta diventando sempre più cruciale anche al di fuori dell’economia.
Esempi come la campagna presidenziale di Dean e Kerry o il Vaffanculo Day di Beppe Grillo o la candidatura del buon Adinolfi alle primarie del Partito democratico stanno dimostrando come la rete sia uno strumento straordinario per la democrazia diretta e per superare le barriere di partiti e lobby portando il contributo di cittadini (“digitali e non”) in primo piano.

A tutto questo io ho appena comiciato a prenderci gusto e l’idea che basti staccare una spina o cambiare un ip me lo possa portare via non mi rende sereno per niente.

Nei prossimi giorni cercherò di mettere a punto un piccolo vademecum su queste tematiche, tanto per fare un pò di sana divulgazione.

approfondimenti:

Electronic Frontier Foundation

Punto informatico su ICANN e censura dei domini

IP Justice
organizzazione internazionale per l’equilibrio nel diritto sulla proprietà intellettuale e la libertà di espressione

Internet Governance Project
consorzio che raccoglie accademici e studiosi per lo studio dei problemi di governance della rete e del settore dell’information e communication Technology

aggiungete risorse, idee e contributi utili al vademecum.

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Vaffanculo Day