Grazie a Roberto Galoppini e Nicola Mattina per aver organizzatol’incontro con Bruce Pernes. Rivolgere domande e parlare amichevolmente con una persona che tanto ha fatto per l’open source e per l’industria informatica è sempre un’esperienza da ricordare.
Purtroppo sono arrivato solo quando cominciava il turno di domande e mi sono perso il suo discorso. Peccato perchè la visione pragmatica che Perens ha dell’open source è quella che preferisco e, arrivando tardi, tardi ho potuto inquadrare il resto della discussione alla qual eho partecipato. Grazie al bel post di Nicola Mattina, comunwue ho recuperato qualcosa e aspetto ansioso il video. Ma veniamo al dunque. Cosa mi ha colpito nelle risposte di Perens.
Sollecitato da Alessio acona, se non ricordo male, sul blogging e sulla blogosfera, mi ha colpito la fiducia che Perens ripone nei “blogger”. Li ha paragonati agli ammanuensi che prima dell’era Gutemberg registravano e diffondevano la conoscenza. Nell’era dei media, informazione e conoscenza sono dei ricchi e dai ricchi condizionate, i blogger, anche se nella long tail, possono recuperare e trasmettere conoscenza ed informazione indipendente. Sentire da una persona della sua statura intellettuale e con il suo curriculum una affermazione del genere mi fa riflettere sulla mia reale comprensione del fenomeno.
Pur credendo profondamente nei blog e in internet come mezzo democratico e partecipativo, un’affermazione come quella di Perens la etichettavo come “ingenua”. Sentendola da un personaggio come lui, tendo a rivalutarla o per lo meno a guardare al blogging con maggiore attenzione e senso di responsabilità. E qui veniamo al secondo punto che mi ha colpito. Rispondendo alla mia domanda sulla struttura duopolistica (o quasi) del mercato delle infrastrutture per il traffico dei dati (Sprint e Verizone, sono a guardia dei backbones sui qualli passa la quasi totalità dei dati e delle telefonate mondiali) Perens, ricorda come la Net Neutrality sia un tema di capitale importanza ed esorta chiunque abbia un blog e si occupi di tecnologie e rete a combattere la battagli per una rete neutra. Registro, concordo e aggiungerò in futuro post su un tema che è cruciale per la libertà e lo sviluppo futuri. Aggiungerei anche il tema del trusted computing.
Perens ha anche accennato a TAPR e alla Open Hardware Licence alla quale ha dato il suo contributo

The TAPR Open Hardware License (“OHL”) provides a framework for hardware projects that is similar to the one used for Open Source software. This isn’t as straight-forward as it seems because legal concepts that work well for software (such as copyright and copyleft) don’t neatly fit when dealing with hardware products and the documentation used to create them.

Here is a description, taken from the OHL’s Preamble, of how the Open Hardware License works and how to use it:

Open Hardware is a thing – a physical artifact, either electrical or mechanical – whose design information is available to, and usable by, the public in a way that allows anyone to make, modify, distribute, and use that thing. In this preface, design information is called “documentation” and things created from it are called “products.”

The TAPR Open Hardware License (“OHL”) agreement provides a legal framework for Open Hardware projects. It may be used for any kind of product, be it a hammer or a computer motherboard, and is TAPR’s contribution to the community; anyone may use the OHL for their Open Hardware project. You are free to copy and use this document provided only that you do not change it.

Like the GNU General Public License, the OHL is designed to guarantee your freedom to share and to create. It forbids anyone who receives rights under the OHL to deny any other licensee those same rights to copy, modify, and distribute documentation, and to make, use and distribute products based on that documentation.

Unlike the GPL, the OHL is not primarily a copyright license. While copyright protects documentation from unauthorized copying, modification, and distribution, it has little to do with your right to make, distribute, or use a product based on that documentation. For better or worse, patents play a significant role in those activities. Although it does not prohibit anyone from patenting inventions embodied in an Open Hardware design, and of course cannot prevent a third party from enforcing their patent rights, those who benefit from an OHL design may not bring lawsuits claiming that design infringes their patents or other intellectual property.

fonte: http://www.tapr.org/ohl.html

Sarebbe a dire: la libertà di espressione, la possibilità di partecipare e di connettersi via internet, dipendono anche dalle infrastrutture e queste (specie quelle che assomigliano a monopoli naturali come i backbones) sono proprietarie. La cosa andrebbe affrontata sul piano politico e su scala globale, il che no appare esattamente una cosa da “bloggers”. Ma ci ritorneremo non risparminado due parole anche sull’ICANN ed il suo geovevrno.

Terzo punto che mi ha colpito chiaccherando a conferenza finita la risposta che Pernes ha dato sotto il Fuoco incrociato di Luca Sartoni, Tara Kelly e il sottosritto su tutta una serie di domande relative all’Open Source, alle sue prospettive di diffusione anche presso utenti non geek, alla digital literacy e alle tattiche commerciali per affermare l’uso dell’open source nel mercato enterprise.
Perens suggerisce di abbandonare la strada del conflitto sulle feautures e sopratutto sul Total Cost of Ownership dei sitemi propretari contro quelli open sorce. Fare la guerra con i numeri non porta alla vittoria nessuno, visto che i numeri si possono “manipolare” ed interpretare a proprio favore.
L’argomento maggiore per convincere le imprese ad investire in sistemi Open e magari contribuire allo sviluppo è quello della Libertà.

Puntare su sistemi aperti svincola el porprie strategia e la propria operatività da partenrs che spesso diventano troppo forti e condizinano pensatemente i modelli di business e la struttura dei costi.

Vero. Lo stesso problema che si presentrà alle mashups e agli applicativi “web 2.0” se usciremo dall’era del’innocenza

Naturalmente questa è una sintesi personale di un incontro che mi ha colpito soprattutto per la cordialità dell personaggio e per la sua simpatia e “umiltà”.

Un ringraziamnto anche a Roldano e alle sue foto bellissime che però sono rights reserverd🙂

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