Annozero per la chiesa catodica. Il documentario sulla pedofilia in vaticano è andato in prima serata e vista la recente invettiva questo post è d’obbligo.

La trasmissione di Michele Santoro ha dimostrato a mio parere due cose:

1) che la chiesa vive in uno stato d’ansia costante per un assedio che nei fatti non esiste e che genera spesso lei stessa con atteggiamenti al limite dell’oscurantismo. Ovvero il tentativo di censura del documentario era assolutamente irrazionale e avrebbe fatto solo del male all’immagine vaticana.

Durante la trasmissione, Monsignor Fisichella, Rettore della Pontificia Università Lateranense, ha avuto modo di chiarire un punto che, nel documentario, veniva effettivamente trattato in maniera ambigua. La Crimes sollicitation invitava si al mantenimento del segreto sui fatti pedofili ma relativamente agli atti del processo canonico. Altresi esortava vittime e testimoni a denunciare i fatti, pena la scomunica. Come a dire sei fuori dalla chiesa se stai zitto o se non rispetti il segreto “istruttorio”. Una norma che sembra più giusta ed efficace di quelle civili che, in tema di segreto istruttorio, recentemente, non è che brillino.

E’ assodato anche che Ratzinger, per il quale non è che nutra grandissima stima, sia stato in fondo anche più deciso e garantista, sia per gli indagati che per le vittime, rispetto a predecessori ben più santificati predecessori più abili nel giocare con i mass media.

E’ vero ed è emerso che, se in punta di diritto non molto di più si poteva fare, nella prassi delle diocesi, distrazione e sottovalutazione del problema c’è stata e continua ad esserci.

Il trasferimento dei prelati pedofili è stata una scelta dei vescovi e del governo periferico della chiesa di Roma che, se ha commesso un errore, è stato quello di non riuscire a controllare a dovere i suoi vicerè.

Cosa già vista nella storia degli stati nazionali, imperiali, laici e teocratici. La stessa cosa si potrebbe dire della repubblica e delle sue amministrazioni ad infiltrazione mafiosa, soffocate da sangue e spazzatura.

Perchè allora gridare allo scandalo ed invocare la censura, tappandosi la bocca da soli e lasciando spazio ai dietrologi? L’unica cosa che mi viene in mente ma no voglio associarmi alla schiera dietrologica è che in realtà la chiesa non abbia nemmeno più bisogno di fare pressione su leve politiche ma che siano direttamente le schiere di burattini della politica italiana a non perdere occasione per mettersi in mostra alle gerarchie religiose, per dimostrare la loro fedeltà all’unico centro di potere in grado di mettere in campo oltre che risorse anche idee e progetti per il futuro.

Un teatrino della politica che ormai si anima da se, senza bisogno del burattinaio ma seguendo una meccanica del potere che è stat sempre la stessa negli ultimi 60 anni ma in degrado rapidissimo.

Per fortuna non si è persa l’ennesima occasione per dare un po di ossigeno alla liberta di espressione. Vale a poco scagliarsi contro la ovvia presa di posizione degli organi ufficiali vaticani che il giorno dopo hanno preso ovviamente e d’ufficio le distanze dagli aspetti più controversi della vicenda. Che si gridi all’anticlericalismo imperante mi sembra comunque troppo.

2) Annozero ha anche a mio giudizio dimostrato un ‘altra cosa, a tutti coloro che suonano il requiem per la televisione. Se è garantito un minimo di libertà e quindi di credibilità e legittimità e se la v è fatta con attenzione alla qualità, al rispetto delle regole deontologiche può ancora dire la sua e aggiungere valore all’informazione nuda e cruda, oggi reperibile atrtaverso altri canali più paritari e meno mediati come internet.
Su questo secondo punto varrebbe la pena riflettere di più.

Con questo post finiscono le incursioni politiche su questo blog