Non molto tempo fa era partito un meme sulla definizione dei blog. Poi con piglio scientifico ci si è provato Simone Morgagni ed io mi sono riproposto un milgiaio di volte do cpntribuire alla qustione con i mie due cent. Ma poi non l’ho fatto- Dapprima mi dicevo non ho tempo ma stasera dal mio inconscio è venuta su rapidissima la verità. Definire un blog è definire se stessi e la propria identità e la cosa non è semplice ne se ne ha sempre vogllia.
Uso il blog in maniera “professionale” (se così si può dire) più per bisogno di mantenere una certa distanza tra me e la mia identità piuttosto che per motivi di lavoro. Ho sparso in rete altre tracce di indetità digitale, specialmente nella dase in cui mi sono avvicinato alla blogosfera ma non sono mai entrato in sintonia con quell’approccio intimista e “letterario” della blogosfera. Sempre per motivi egoistici però e di qeuilibrio. Chi “scrive”, non chi comunica, chi “scrive” mi può capire. Resta il fatto che il blog, quello vero, resta sempre li in ombra e prima o poi non si può sfuggirgli. Eì solo una questione di tempo e di misura. Bisogna aspettare che il personaggio o i personaggi che abbiamo dentro vengano fuopri e decidano di parlare con continuità, costanza e soprattutto parlare con altri personaggi. E’ ui la differenza forse tra il blogging e altre forme di “narrativa” la trama no la fai solo tu ed i personaggi non sono tutti figli delo stesso autore, i dialoghi sono veri e vengono fuori giorno per giorno cambianndo ritmo, genere e spazio al tuo racconto.
Tutto ciò è straordinarimente condensato in questa definizione di Maria Benet che ho recuperato da questa intervista alla Pizia (mitica blogger che conosco per fama e non ho mai letto e la cui memoria mi ha rinvigorito il Nicola Mattina & friends allo ZenaCamp.
Val la pena quotarla

Maria Benet, nel suo Occam Production afferma che mantenere al meglio un blog richiede qualcosa che il Web non è davvero capace di offrire, e che ha poco a che fare con la tecnologia. “Mantenere un blog di successo richiede un solido senso dell’identità.”
Questo è secondo lei ciò che attira i lettori, una colla che non deriva tanto dal valore informativo dei contenuti e dei link, poiché tutti hanno accesso allo stesso tipo di informazioni. E’ piuttosto l’identità del blogger che, nel filtrare e nel personalizzare i contenuti, fa sì che il lettore si affezioni al suo stile, al suo carattere.
“Leggere alcuni blog è sentire, spesso, questo irremovibile senso dell’identità.”

UPDATE:

Mafe : “Con i blog si conosce prima la personalità e poi la persona”