For english readers: I’m sorry for the last post series in Italian but they were all concerned about Italian projects and I had no time to translate. Asap I’ll be back in my wonderful english for dummies. bye

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Eccoci al dunque. Ho poco tempo per scrivere due righe sul coworking altro tarlo che ho nella testa e che sto cercando di far partire a Roma.

Sostanzialmente è un barcamp stanziale, una definizione migliore però la si trova sul wiki:

Coworking is cafe-like community/collaboration space for developers, writers and independents Or, it’s like this: start with a shared office and add cafe culture. Which is the opposite of most modern cafes.😉

ovvero uno spazio fisico dotato di tutte le commodities necessarie a lavorare in rete, per sviluppatori, scrittori, consulenti indipendenti. Si parte con con un uffcio condiviso e ci si aggiunge la “cafe culture”. Un pò l’opposto di quello che succede nei cafè moderni dotati di wi-fi.

Negli stati uniti stanno crescendo a vista d’occhio, in Europa siamo un po più indietro. Riccardo Sta lavorando a quello di Milano.

Su businessweek una bella guida

Chiuque è interessato a collaborare, finanziare, suggerire basta scrivermi scriptavolant_AT_scriptavolant_dot_net

Ma a che serve un coworking space?

Dato lo stato dell’arte del mercato web in Italia, a molte altre cose, oltre ad essere lo spazio ideale per molti professionisti che lavorano in rete.

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www.116westhouston.com

Gli obbiettivi del progetto:

  • Creare il punto di riferimento sul territorio per le competenze relative al web 2.0 e tecnologie di rete.
  • Creare un punto di riferimento per i lavoratori flessibili del settore ICT e gli studenti/ricercatori, scrittori e freelance in genere
  • Centro di promozione della cultura di rete e innovazione digitale verso segmenti non ancora “alfabetizzati” e le PMI
  • Falicitare l’accesso all’offerta di lavoro agli operatori di mercato (web agencies, marketing, software houses etc…)

A chi è destinato / quali vantaggi:

  • Professionisti e consulenti “flessibili” / minori Costi operativi struttura facilità nella ricerca opportunità
  • Operatori di Mercato / minori Costi Operativi e minori Costi skill shortage
  • Utenti e PMI / Minori Costi Transazione – maggiore Trasparenza – migliore Valutazione Qualità dei serviz

Quali sono le professioni flessibili?

  • Sviluppatori Programmatori
  • Information Architect
  • WebMaster
  • SEO/SEM/Web Analisys
  • Content Manager
  • Community Manager
  • Web Designer
  • Marketing
  • Media

Tutti hanno caratteristiche e bisogni in comune e comuni problemi almeno in fase di “start up”:

  • Alta specializzazione
  • isolamento/basso potere contratturale
  • autopromozione/PR
  • confronto/braistorming/creatività
  • costi formazione/aggiornamento

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www.theofficeonline.com

Quali sono gli operatori del mercato (tanto per citarne alcuni)?

  • Web Agency
  • Marketing Agency
  • Software House

Tutti hanno caratteristiche e bisogni in comune e comuni problemi almeno in fase di “start up”:

  • Skill Shortage
  • Costi Struttura
  • Costi di produzione/Qualità
  • Ricerca/Innovazione

Quali sono gli utenti?

  • Piccole e Medie Imprese
  • Esercenti
  • Utenti in fascia Digital Divide (utenti potenziali, comunque)

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www.citizenspace.us

Il Coworking offre risposte pratiche almeno a tre ordini di problemi, la condivisione di;

  • Risorse
  • Competenze
  • Opportunità

Che servizi dovrebbe offrire?

  • Spazio di lavoro/wi – fi
  • Spazio Eventi
  • Sala riunioni
  • Cafè area
  • Biblioteca Informatica
  • Aula Formazione (per erogare e fruire della)
  • Laboratorio test usabilità
  • Storage back up

Problemi di governance

Is this a collective or should their be space leaders? Ideally, these spaces
> are run by the community, but thusfar, it has been a problematic model. We are
> looking at a hybrid model described in the book by Ori Brafman, The Starfish
> and the Spider, which looks to ‘catalysts’ and ‘guides’ to lead these spaces,
> with the community members being semi-detached, but given the ability to
> become ‘deputized’ within the meritocratic system. Very much an Open Source
> development model.
>
> – Keeping the spaces populated and buzzing daily. When it isn’t ‘your office’,
> impetus to go to the coworking spaces is lowered, so the attendance at some
> spaces has been sporatic…much like a coffee shop (go when you feel like home
> is driving you stir crazy). If there isn’t critical mass in a space, it loses
> the advantage of the collaborative. Do we encourage more ‘office-like’ spaces
> so people are encouraged to leave their workstations there and, thus, driven
> to their office each day? How do we keep from becoming those sterile ‘office’
> setups?
> Tara Hunt su mail archive

slides work in progress su slideshare che vedrete al ZenaCamp

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