Due numeri prima di cominciare: il budget di Italia.it è circa il 30% di quello che la comunità europea ha speso in un decennio (1998 – 2008) per progetti di ricerca su tecnologie di rete dedicate al turismo. I dati si trovano su cordis. Basta aggregarli. L’ho fatto io qualche anno fa per lavoro e appena ho tempo metto su qualche dato.
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“Comunqe vada sarà un successo”. Bravo e grazie a Riccardo, Folletto Maurizio Goetz Jtheo e tutti i ragazzi che hanno organizzato Ritalia. E’ questa la forza dei barcamp. Sono eventi oragnizzati dal basso che raggiungono comunqe dimensioni considerevoli aperti alla partecipazione delle persone interessate e dove si consolidano relazioni nate in rete trovando interessi comuni e producendo idee nuove.
Partendo da questo presupposto RItalia ha funzionato. L’oraganizzazione è stata esemplare e gli spazi a disposizione forse fin troppo dispersivi.

RItalia era comunque importante per una caratteristia peculiare. E’ stato un evento fortemente tematizzato e con uno scopo ben preciso: propudrre linee guida per il lancio di una iniziativa in rete alternativa al fallimento del progetto Italia.it
Un obbiettivo difficile da raggiungere e “conseguito” solo se pensiamo in termini nuovi alla rete ed al suo utilizzo. Fino ad oggi, on line e off line sono due categorie apparentemente separate. Per comodità ed economia razionale forse per spigare pratiche nuove che non hanno analoghi corrispondenti nella vita quotidian. In realtà è una dualismo “artificioso” che sarebbe ora di rimuovere. Lavoro, vita, identità sulla rete e vita reale sono, per una massa sempre maggiore di persone, due facce della stessa medaglia. Si integrano e sono una nuova maniera di partecipazione civile, di modo di lavorare e di relazionarsi socialmente.
Non ha più senso distingure tra quello che scrivo sul blog e quello che poi dico vis a vis ad amici e collaboratori. D’altronde se parlo di lavoro ad un collega al telefono e poi termino la conversaizone in una riunione con lui due ore più tardi in ufficio non percepisco alcuna separazione tra le due attività.
Non capisco che differenza ci sia, se inizio una conversazione on line, la porto avanti in un barcamp e la continuo su un wiki.

E’ quello che avverrà nelle prossime settimane, spero, per il progetto ritalia (a proposito usate il tag ritalia1 e magari facciamo un google calendar e sottoscriviamolo per rimanere aggiornati)
Nei prossimi giorni quindi chi è interessato a partecipare al progetto frequenti ma soprattutto utilizzi il wiki e ocntribuisca alla produzione delle linee guida.

Secondo me bisognerebbe:

Prima di tutto decidere che obbiettivo da dare al progetto:

portele alternativo a italia .it (quindi saostanzialemnte un lavoro sul miglioramento della architettura informativa, sulla definizione dei target di utenti da raggiungere e sulla produzione di contenuti da offrigli? o progetto orientato al social network, creazione di community e attivazione di dinamiche di crwodsourcing alla wikipedia?.)

Dico subito la mia. La seconda, senza ombra di dubbio. Perchè?

  • Pechè più che un’alternativa a Italia.it concepisco ritalia come possibilità di esperimento realmente innovativo che può nascere solo dalla rete e non dalle istituzioni troppo vincolate da burocrazie e procedure amministrative per rispondere velocemente alle tendenze della rete. (sono d’accordo con Nicola Mattina ed il suo approccio “ecumenico” alle istituzioni compreso il portalone. In questo senso chi crede nella soluzione “portale” potrebbe dare un contributo al ri-progetto del portale e chi crede nella parte social network potrebbe dedicarsi al asua costruzione. Ritalia dunque avrebbe una funzione di raccordo e consulenza collettiva da un lato e una di valore aggiunto apportantd strumenti e dinamiche del web 2.0 ad un progetto che quando è nato non poteva prevederele.
  • Perchè è un occasione per risocprire la partecipazione “civile” attraverso strumenti di rete e quindi non utilizzare solo la sua potenza in termini di fruizione dell’informazione e della conoscenza ma anche quella ben maggiore di produzione di informazione e conoscenza.
  • Perchè piùttosto che decidere a priori e sulla base di tecniche di marketing quali gruppi socio demografici da raggiundere con una strategia comunicativa mi sembra più utile costruire uno strumento che raccolaga le informazini utili a definirla quella strategia.
    Una community che coinvolga soggetti interessati nella filiera del turismo (che ha una valenza strategica nel anostra economia) è straordinariamente utile al progetto italia.it stesso; può fornire informazioni empirihe per una migliore produzione dei contenuti che sono costati quello che sono costati.
  • Ritalia quindi si integra e fa qualcosa per Italia.it oltre che incarnarne una critica dura ma costruttiva.

Per raggingere lo scopo credo che sia necessario:

  • Fare tesoro dell’esperienza organizzativa di wikipedia e cercare di convilgere il più possible chi a quella esperienza ha partecipato.
  • Pensare ad una associazione che gestica il fund raising e governi iil progetto
  • Pensare al coinvolgimento di alcune figure chiave nella produzione di contenuti e che entrano o dovrebbero entrare a pieno titolo nella filiera del turismo: gli studenti dei corsi di laurea e master in tursimo, quelli dei beni culturali, informatici, produzione audio e video, lingue etc….
  • Trovare università e professori che “premino” gli stundenti che facciano una tesina come voce di “ritalia” (una idea tratta da uno spunto della ragazza di wikipedia che ha raccontato la sua esperinza e di cui non ricordo il nome purtroppo)
  • uguale per l’audio video” etc………

Struttuare il progetto con partner europei per usare o “e-content” o il VII programma quadro.

Sarebbe il primo esempio di cittadini che utilizzano i soldi della comunità direttamente.

Nei prossimi giorni metterò su le slide dell’intervento e scriverò un post che le illustri un pochino altrimenti non credo che siano di qualche utilità e presidierò il wiki del progetto per decidere quale ruolo assumere e come dare una mano.

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