Non avevo una gran voglia di lavorare alle mie cose stasera e ho deciso di fare un giro su Second Life. Sono sempre più incuriosito dal gioco, dalla sua economia, dal suo immaginario e da come sia in grado di rappresentare perfettamente, cultura, dinamiche sociali che viviamo quotidianamente.
C’ho fatto un giro perché come tutti coloro che lavorano nel mondo della comunicazione e dei media on line sono sempre più spesso l’obiettivo di domande sul tema e dei relativi commenti scettici alla risposta. Fa paura anche solo il nome “Second Life” a molte perosne come faceva paura internet a coloro che conoscevano chi lo utilizzava ai suoi albori e come faceva paura l’uomo con il cellulare all’orecchio. Questa è la garanzia che SL ha un futuro roseo. E’ Evidenza empirica. Quello che cerco di spiegare agli scettici è che Second Life presto non sarà più second ma semplicemente Life. Basta smettere di immaginare il futuro con gli strumenti a disposizione del presente per capirlo. Fra non molti anni l’ubiquitous computing non sarà futurologia, gli agenti software lavoreranno alacremente, la tecnologia farà meno paura (o forse di più) perché sarò invisibile e vivremo nell’era della “calm technology” dove l’interazione con altre persone e relativi avatar, con noi stessi e le nostre molteplici espressioni ed identità si produrrà una rappresentazione in cui i contorni del reale e del virtuale saranno sempre più sfumati.
SL è kantianamente trascendentale, e nonostante si parli sempre più spesso dei suoi aspetti materiali legati all’economia e al profitto costituisce invece una straordinaria rappresentazione di come la tecnologia sia un vincolo straordinario per l’idealismo (o meglio per un suo ritorno in tempi dove il pragmatismo sembra farla da padrone). Si intuisce che SL sarà il “mondo” dove i nostri alter ego poteranno diventare effettivamente “altro” da sé e vivere una vita propria e ognuno di essi (o meglio noi stessi) avrà davanti a se il teatro del suo inconscio. Vista così sembra una vita più real di quella che oggi chiamiamo vera.
Sono scaduto sul filosofico, perdonatemi non lo faccio quasi mai da domani torno nei ranghi.
Comunque segnalo la il podcast di Gianluca Nicoletti, divulgativo e con qualche notizia praticfa e il miglior articolo fino ad ora letto su SL.

Su questo mi soffermo per tornare qualche osservazione sulla scrittura. Il pezzo impressiona per struttura e fluidità e per la meravigliosa intuizione di portarlo avanti su due piani narrativi diversi. Il racconto della passeggiata dell’avatar inframmezzato con la “saggistica” dell’autrice. Titolo “AA.VV. L’interno dell’esterno dell’interno di Second Life” ovvero la dimostrazione di come un testo e la letteratura possono essere e sono già da millenni Second Life e di come Second Life possa essere in pratica uno strumento quotidiano per fare letteratura. Gli avatar sono personaggi e narrare è un bel giocare.