LA cosa sta crescendo a vista d’occhio e sul blog di Giovy i commenti si accodano.

  • Butto là due riflessioni a caldo su alcune cose che ho letto.
  • Trovo interessanti le idee di Natascia compresa quella di andare a presenziare un barcamp estero una volta che l’organizzazione si è un minimo strutturate.
  • mi sembra che dal punto di vista tecnologico sugli strumenti si sia tutti già d’accordo.
  • Buona l’idea della accessibilità
  • ho visto anche allargarsi lo spettro delle tematiche da affrontare.

Su questo vorrei riflettere con tutti e con calma

Le diverse tematiche sono il contenuto dei barcamp, barcampitalia nasce nell’idea originale con obiettivi diversi:

  • supportare e dare continuità all’organizzazione dei diversi barcamp su diverse tematiche (una funzione logistica e di trasferimento di conoscenze)
  • fare uno sforzo per legare l’Italia al resto del mondo sia con la presenza in altri barcamp che con lo scambio di contenuti.

A questo proposito ho visto e sentito avanzare alcune riserve e perplessità sul bisogno di scrivere barcampitalia.org in inglese.

Mi sembra però una condizione imprenscindibile se vogliamo utilizzarlo per curare i rapporti internazionali. A questo proposito il wiki c’è già (il che non significa che si possa ragionare in altro wiki in italiano e portare su quello english solo il materiale elaborato) ed invito tutti, specie gli organizzatori ad iscriversi alla contact list degli Italian Barcamp Ambassadors.

Barcamp Italia dovrebbe raccontare all’estero i barcamp italiani e quindi il web 2.0 , chiamiamolo così , italiano e dovrebbe aiutare chi in Italia vuole fare web 2.0 ad accedere alla conoscenza e alle opportunità all’estero. Se non usiamo la rete per allargare gli orizzonti che la usiamo a fare, facciamo la fine dell’Italia dei comuni (Sec XII e XIII).

Sarà ambizioso ma mi sembra l’unica maniera per non costruire un ennesimo aggregatore autoreferenziale.

Per seguire il dibattito sulle diverse tematiche ci sono già gli aggregatori alla blogbael e l’uso del tagging. si fa una ricerca e si legge in giro cosa i diversi barcampers ne pensano di questo o di quello.

Il bello invece sarebbe che tutti facessero uno sforzo per uscire dall’autoreferenzialità di cui tanto per altro si è dibattuto anche ai barcamp.

Sono totalmente d’accordo sugli aspetti della neutralità politica e soprattutto ideologica. Per quello in Italia ci sono già troppe sedi e soggetti deputati.

Barcampitalia nasce con un intento, formativo/informativo, collaborativo, promozionale e perché no business enabling.

Non è e no sarà mai business oriented (non farà mai soldi o prodotti) ma si pone anche l’obiettivo di sindacare, studiare e di aiutare le persone a capire regole e meccanismi che governano un mercato complesso e veloce come quello di internet, rivolgendosi all’estero perché le condizioni del sistema italiano non mettono in condizione nessuno di toccare con mano esperienze e opportunità che vadano oltre case studies, simulazioni o relazioni politiche.