Simone ha posto una domanda tosta sul tema COOP virutale sul quale sto ragionando e che ho seminato in giro per la rete e al BarCamp.

Rispondo rapidamente perchè almeno per i prossimi tre giorni sono schiacciato da impegni di lavoro pressanti.

Appena avrò un attimo libero ci ritornerò in maniera più ragionata.

Simone si chiedeva: se il modello COOP non ha un collante ideologico come storicamente è stato, qual’è il collante che ne terrebbe insieme una basata su una “alleanza debole”? (bella traduzione di loosely copled per altro).

Lo stesso collante (o brodo primordiale) che ha decretato la nascita del modello cooperativo. Il bisogno.

Facciamo un esempio. Nel dopoguerra mancava il credito per finanziare lo sviluppo economico? Nasce il credito cooperativo.

Venendo all’oggi potremmo rideclianre la cosa in questa maniera: Manca il venture capital in italia? Nasce una cooperativa.

Siamo elastici. E’ solo un esempio. Una cooperativa non può sostiutre un venture, ovvio, ma la nascita di un “soggetto” che riunisca risorse, le idee e le profesisonalità sfficienti per  creare progetti che siano sostenibili e magari presentabili ad un venture   sembra un buon collante.

Una Coop che sia un incubatore di impresa con i tempi del mercato e non quelli burocratici della finanza pubblica italiana o europea. Sostituire laddove è possibile il lavoro al denaro scambiandolo con quota di partecipazione e investimenti nella crescita dei progetti.

Ma è solo un’idea. Sul punto bisogna riflettere, come dice Simone. bisogna riflettere sui meccanismi di governance e sui meccanismi di redistribuzione degli utili della cooperativa, sullo statuto e sulla definizione dei soci, dei loro diritti. Bisogna riflettere
sul collante.

L’idea era comunque quella di coinvolgere un certo numero di persone provenienti da diversi ambiti disciplinari, compreso quello giuridico e cominciare a discutere. Il fatto che Simone ponga domande è un buon segno.

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