Preparare il BarCamp A Roma mi sta impegnando abbastanza. Non tanto l’organizzazione logistica che per ora è  semplice quanto, piuttosto quella contenutistica.
L’argomento sul quale volevo intervenire nella maniera più approfondita possibile è quello dei business models. In rete, tra bloggers, ci si scambia spesso consigli tecnici su piattaforme e usabilità, architettura dell’informazione e altri argomenti tecnici e pratici. Raramente si approfondisce il tema dei business models. E’ complesso e anche chi ha un background di studi economici non trova molti rifermienti teorici sui quali ragionare. Non ci sono punti fissi; in pochi tra gli economisti sembrano riuscire ad interpretare adeguatamente le dinamiche espresse dalle economie di rete. Sempre che si possano spiegare; sempre che lo si possa fare con il riferimento ad una sola disciplina scientifica.
Tra i libri che sto loggendo, c’è Performing Media (link a bol), di Carlo Infante. non l’ho finito ancora ma da li qualche spunto di riflessione nasce.

E’un libro a tratti scivoloso, talvolta inciampa in qualche fervore ideologico ma credo che il messaggio di fondo si possa condividere. Semplificando e banalizzando (rimando la filosifai ad una recensine degna di tal nome) la comprensione di fenomeni sociali ed economici fondati sulle economie di rete, richiedono un approccio olistico che nell’ultimosecolo è stato ucciso e sepolto dal modello di economia industriale e relativa macchina culturale.
Se il web è giunto alla sua fase, la sua teoria sta ancora all’1.0. Dico io.

Comuque mi solleva la conferma che ho ricevuto oggi che potrò discutere di tutto questo e prepararmi al Rome Camp con Shel Israel, il co autore con robert Scoble di “naked conversation”  e Rick Segal, suo amico e Venture Capitalist di mestiere  che avrò il piacere di ospitare a cena fra una decina di giorni.
Credo che qualcosa la imparerò.
Ne verrà fuori un bel post.

Per questa ragione domani dovrò anche tradurre in inglese questo post: