via T6 Blog
un appello all’impegno contro la brevetatbilità del software.

E’ passato più di un anno da quando il Parlamento Europeo, con una decisione storica, ha cancellato la proposta di direttiva comunitaria sui brevetti software (CIP Computer Implemented Inventions).
La battaglia si riaccende di nuovo, il 12 e 13 Ottobre, infatti, il Parlamento Europeo verrà chiamato a votare due mozioni per dare una “soluzione” al futuro della politica brevettuale Europea.
Una serie di direttive proposte dalla Commissione Europea stanno riaprendo la porta all’introduzione dei brevetti sul software in Europa. Le lobby industriali del software e dei media hanno ricominciato il loro attacco al sistema europeo sostenendo una immotivata necessità di armonizzare il sistema internazionale dei brevetti proponendo nuovamente di estendere la tutela brevettuale anche al software.[continua…]

il livello del dibattito ha raggiunto toni parossistici:

il parlamentare Klaus-Heiner Lehne (PPE), partner dello studio legale Taylor Wessing a Duesselfdorf (il solito caso di conflitto di interessi!!) che invece di tutelare gli interessi pubblici preferisce tutelare gli interessi del suo studio legale.
http://www.epp-ed.eu/press/showPR.asp?PRControlDocTypeID=1&PRControlID=5227&PRContentID=9359&PRContentLg=en
Lehne arriva a definire parlamentari come Michel Rocard (ex primo ministro Francese e parlamentare attento ai problemi insiti nella direttive relative alla estensione delle privative e della concessione dei brevetti software) o Umberto Guidoni (astronauta italiano due volte membro dell’equipaggio dello Shuttle) degli inguaribili e ostinati oppositori dell’innovazione!!!!

La Foundation for a Free Information Infrastructure (FFII) ha inviato a moltissimi membri del Parlamento Europeo. Se credete che le modifiche alla normativa brevettuale e alle normative collegate non sia fatte nell’interesse delle Piccole e medie imprese e nell’ottica della libertà della circolazione della conoscenza inviate questo messaggio ai vostri Parlamentari Europei

Aderire e diffondere le piccole e medie imprese non hanno ceerto bisogno di ulteriori aumenti di costi e pedaggi da pagare ai big vendor per accedere all’innovazione.