Chi fa il mestiere del web, naviga molto anche a caso. Così per curiosità e per conoscere, scopiazzare, imparare.
Il web 2.0 nella veste di blogging e social networking ha dato nuova linfa alle communities.
Se parla di più, le si studia di più. Cominciamo allora un viaggio tra le miriadi di communities sparse per la rete. Sarà un viaggio del tutto casuale durante il quale faremo considerazioni al volo, non strutturare,  non ragionate. Un diari di navaigazioni e rilfssioni ad  alta voce alla socperata degli usi della rete.
Comciamo con BookMooch (new life for Old books).
E’ una community dedicata allo scambio di libri usati. Il meccanismo è semplice. Si inseriscono i titoli (ricevendo un decimo di punto per ogni record) che si è disposti a scambiare. Si rspedisce il titolo  se richiesto accumulando 1 punto per ogni spedizione e si possonono spendere i punti per richiedere altri libri.
Lo scopo è quello di far circolare il patrimonio di libri che giace inutilizzato nella case di tutti noi e di far riemergere anche qui titoli che sono fuori catalogo.
John (bookman) Buckman, l’ideatore del sito, dice: “

Books are emotional, just like music. They are a cultural product and they matter to us. It feels good to recommend a book to someone, to pass it on, so they’ll enjoy it.

On the practical side, the opportunity to save money and free up shelf space is a motivation to use BookMooch.

Besides, not everything has to be about making profit. Sometimes it’s fun to just give a book to someone.

[…]

I’m hoping you use the BookMooch wishlist instead of buying straight from Amazon, because it’s a way to get books you want for free, especially if you’re not in a hurry. If you click the “get from Amazon” link in your wishlist instead of waiting for a free copy, I make a small commission from Amazon (about 5%).

Quindi la publbicità. Buckman comunque è uno straordinario interprete della rete e delle sue potenzialità. Basta leggere la sua biografia.
E’ il fondatore della Magnatune un’etichetta discografica interamente web based che pubblica musica sotto licenza creative commons. Prima della musica B. ha gestito Lyris, una software house specializzata nel software per la gestione dell’e mail marketing poi rilevata dalla J.L. Halsey Corporation.
Qui B. spiega come funziona il modello di business per Magnatude. L’idea è quella di replicare i modelli open source (vedi red hat per i sistemi operativi) applicandoli all’industria musicale).
Risultati?

Sales are strong, but more importantly, our growth and name recognition
is increasing geometrically. Today (April 2005) Google reports over
350,000 web sites linking to us. 6 months ago we had less than 100,000
and a year ago it was only 20,000 sites. We’re the top Google hit on
many music-related search terms. No-one can mention music downloading
on Slashdot without some fan of ours promoting Magnatune in the
discussion, and this is typical of many music discussions all over the
world. We’re only 2 years old, and in the 12 billion dollar a year
music industry, it’ll be a while before we make a significant financial
impact, but the trends are clear and there for the reading. Even
better, we’re starting to see Magnatune inspired record labels forming
for specific musical genre, so I think our business concept is
beginning to be legitimately believed to be sound.

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