Chi scrive tanto prima o poi al blog non resiste. chi tiene un blog presto ne apre altri. Chi ha più di un blog presto si ritrova nel caos più totale. confonde ciò che scrive con ciò che legge, dove, come e quando lo ha scritto e letto e perchè e presto o tardi si mette alla ricerca di una soluzione tecnologica che gli dia una mano. Esistono degli editor per blog che grazie alle API permettono di lavorare in locale e postare sul blog desiderato. Ne ho provati alcuni e ci ho scritto pure un post. Ho scelto Zoundry. Oggi però ho deciso di provare flock. E’ un browser tuttofare che ti permette di condividere foto, di postare, leggere i feed rss, tutto in uno. Di primo acchito sembra valido e apprezzabile è in particolare la funzionalità snippet. Clicchi si apre un’area sotto la finestra dove con il drag & dropo puoi infilarci link, testo foto e file e via dentro l’editor del blog. Utile.

Certo Zoundry permette di gestire le imagini via ftp (anche se non multi account, il che significa che se hai più blog devi sceglierne uno dove buttare dentro tutte le immagini che numerate finiscono per diventare poco gestibiili, però…) e ha diverse funzionalità di editing mail fatto di poter inserire pezzi di raoba che hai nella finestra sottostante direttamente qui coem faccio adesso con questo pezzetto da un post preso dal feed di Camaleonte

Perchè scrivi?

martedì, agosto 1, 2006 at 9:00

Cari camaleontini,da oggi esaminiamo da vicino alcuni consigli dicelebri artisti agli Scrittori. Partirò con Anton Cechov, uno dei più grandi maestri della letteratura e del teatro di tutti itempi. Agosto è ormai iniziato e, ovunque voi siate, meditatesulle sue riflessioni, vi saranno utili per il vostro quoti…..

ha la sua bella utilità.

Nei prossimi giorni dovessi scoprire qualcosa di interessante ve lo dico.

Già perchè Scrivi?. E chi non se lo è chiesto. Tempo fa scrivevo alcune righe sul tema legandolo al blog. Oggi le stesse parole le metterei neru su bianco più in generale. Il problema è che “scrivo ad alta voce e penso scrivendo”. Eccole.

Il mondo dei blog mi tormenta. Per qunato mi sforzi di non dare un taglio autobiagrafico alle parole che “posto”, queste finiscono sempre per nascondersi dietro il mio quotidiano. Un diario on line che finisce per non interessare a nessuno, ovviamente.
Perchè finisco per non scrivere per molto tempo e quando sento l’impulso a farlo è sempre sull’onda di quei pensieri che vanno categorizzati senza scampo sotto la voce personali pippe mentali”?
Inutile combattere con i mulini a vento. Ci penso su e cedo all’impulso. Scrivo. Legga chi legga.
Ed ecco la risposta che mi viene li per li, al fatidico quesito. Perchè invio post?

Il mondo dei bloggers è composto da quell’esercito di persone, grafomani, con un incontenibile bisogno di esprimenrsi, sempre e comunque, anche a costo di di farsi del male o dare sincere e sconvenienti immagini di se.
Appartengo purtroppo anch’io a questa schiera. Il problema è che queste persone, quasi sicuramente logorroiche vis a vis, scrivono ad alta voce e pensano scrivendo. Una specie di percorso al contrario. Sentono il bisogno impellente di inchiostrare pagine per poi, riflettere, corregere emendare e scoprire alla fine il pensiero che ha generato l’irrefrenabile impulso. Le stesse person, hanno, inoltre, anche una specie di narcisistico gusto estetico per la parola che non sempre riescono a soddisfare. Per questo vengono fuori arzigigolati ed iperbolici periodi che non ne fanno nè giornalisti ne scrittori ma una categoria intermedia, tra l’artista e il cronista di infima lega. Seguono razzolanti guizzi della mente ed ogni tanto cacciano fuori qualcosa di incredibilmente piacevole da leggere, ricevono commenti e fanno amicizie e questo li appaga.
Ma in fondo è il bello dello scrivere e oggi ho deciso di dedicarmi a questo piacere incontrollato e razionale. Un saluto.

Con il tempo, l’abitudine e la professione, gli afflati intimistici si sono però affievoliti per lasciare spazio a blog più razionali. Subito dopo essermi sfogato, come per magia.

La questione però, adesso è un’altra. E’ di stile  e ci riporta alla scrittura professionale.

Quealìè lequilibrio giusto tra intimità e informazione contenuta in un blog? In una parola qual’è lo stile di un blog? Sta emergendo un genere? C’eè spazio nella scrittura professionale per questo stil novo? Le aziende, specie quelle piccole beneficiano effettivamente di questa “voce” umana che parla in loro vece? Un blog può diventare la voce di una persona giuridica? e che valore ha questo “lavoro”?. E’ un nuovo modo di intendere la corporate identity? Dà, effettivamente, più trasparenza all’attività economica che oggi è sempre più intrecciata con la vita di ognuno? Precari, mobili e flessibili, i luoghi e i tempi del lavoro sono  ancora  separabili dalla vita privata?

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