ScriptaVolant ritorna a lavorare a pieno regime. Le idee in questo mese si sono riordinate al ritmo delle onde del mare, corroborate da letture sul caro vecchi supporto cartaceo: il libro.

Ho ripreso un paio di libri datati 1998 dedicate alle Virtual Community, Net Gain e Net Worth di J. Haghel.e soci. e a parte qualche dettaglio si scopre che in fondo non è cambiato molto da allora sul fronte dei modelli di business presenti sul web.

Il VOIP, forse, con il fenomeno skype, e gli strumenti del web 2.0. Questi ultimi in realtà più che costituire una vera e propria novità sono in degli acceleratori e semplificatori per la costruzione di comunità virtuali.

In estrema sintesi la tesi sostenuta dal libro è la seguente. La rete, il web e quindi le virtual communities hanno una caratteristica: riducono le asimmetrie informative tra chi vende e chi compra. Aumentano la trasparenza dei mercati e spostano potere contrattuale dai primi ai secondi. Saper creare e gestire comunità virtuali è l’unico mezzo per difendersi, anzi guadagnarci tutti.

Perchè una virtual communities inneschi un processo di crescita esponenzale dei ricavi (ciò che si attende da qualsiasi modello di business centrato sulle reti) sono necessari quattro elementi:

1) contenuti interessanti

2) fedeltà dei membri

3) profilazione dei membri

4) strumenti che facilitino e migliorino le transazioni on line

Tornando a Skype e al perchè eBay abbia pagato tanto per acquisirla, la risposta sta in questi quattro punti oltre che nei sei milioni di utenti.

a parte i contenuti, skype è in grado di migliorare la profilazione dei membri e dei loro gusti in tama di acquisti ed è uno straordinario strumenti per facilitare la comunicazione tra i membri della comunity e le transazioni che effettuano. Non a caso leggo su un blog che ahimè non ricordo che skype integrerà la tecnologia per i pagamenti di PayPal trasfromando il telefono in una carta di credito o giù di li.

Ogni Virtual community ha un suo ciclo di vita che grosso modo prevede il passaggio sotto le seguenti forche caudine:

1) generare traffico sufficiente a raggiungere una massa critica (il vero valore della rete, se il telefono lo avessero solo due persone non servirebbe ad un granchè, per capirsi)

2) concentrare il traffico, ovvero assestare i contenuti sui profili dei propri membri

3) blindare i membri, facendo in modo che il valore che ottengono dalla community sia superiore al costo di abbandonarla.

Qui intervengono i blog. Genereare il traffico, aquisire i membri è stata la voce che nei bilanci di numerose start up assumeva le sembianze di una enorme palla al piede, trascinandole sul fondo del mare magnum della rete. Molte non sono più risalite. I blog possono aiutare ad abbattere il costo di acuisizione dei membri. A parte i contenuti che restano sempre la cosa più importante la loro facilità nello scalare i motori di ricerca e la loro inclinazione all’ hyperlink con altri blog ne fanno uno strumento utile per supportare la fase di avvio di una Virtual Community. Molti portali generalisti italiani, questo lo hanno capito tardi, altri grandi player come microsoft sono arrivati giusto in tempo acquisendo piattaforme di blogging già avviate (my spaces). Tutti colro che pensano al corporate blogging dovranno concentrarsi su questi aspetti a mio parere.

Per questo Scriptavolant quando interpellata su progetti di commercio elettronico risponde: “non sarebbe male partire con un blog”.

Un blog è contenuto, è un prodotto editoriale e costa, se uno lo vuole fatto bene ma se ha successo, fa risparmiare ingenti somme nell’acquisizione di membri;inoltre ha una sua propria reputazione ed immagine che ha valore. Il costo annuo di un blog, in fondo è minore di una campagna di un mese su dieci tabelloni 6 metri per 3 nel quartiere e ha una serie di vantaggi enorme. Raggiunge un pubblico incomensurabilemnte più vasto, stabilisce con loro delle relazioni e delle coversazioni, custodisce importanti informazioni su clienti attuali e potenziali, solo per citarne alcuni.

Assumente scrittori e specialisti web insomma per le vostre strategie di comunicazione in rete e chissà che con il tempo non si possa costruire una redditizia ed utile comunità virtuale intorno ai vostri servizi e prodotti.

Se in più diamo un occhio ai contenuti per la telefonia mobile non guasta. Rendere disponibile i propri contenuti sul telefonino, oggi che gli smartphone stanno raggiungendo una discreta penetrazione è la strada da battere.

Per questo sui siti progettati da Scriptavolant appariranno presto mobile contents.

Ci vuole tempo e lavoro

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