Non vorrei farne una questione di lana caprina, ne star li a separare il grano dal loglio ma è proprio vero che il lupo perde il pelo ma non il vizio. In Questo caso il pelo è quello che avrebbero sullo stomaco quelli che si mormorava volessero investire 20 milioni di euro in acquisendo splinder e il vizio quello di chi comicia di nuovo a riempire la rete di rumors, leggende e ahimè talvolta vere operazioni finanziarie da cardio palma. La notizia è falsa.Non è vero. Per ora, la smentisce uno dei diretti interessati. Però dà da pensare.

Se alla notizia che e bay ha comprato skype per un qualcosa come 4,1 miliardi di dollari mi sono detto, minchia forse riparte il mercato, alle notizie di bloggers che vendono per 100.000.000 $ una manciata di post su come fare lo shopping a new york, ho iniziato a sentire puzza di bruciato. Le notizie eclatanti su acquisti pazzi vanno comunque moltiplicandosi.

Allora la domanda sorge spontanea. Non è che si sta cominciando a soffiare di nuovo nella bolla della speculazione, utilizzando il fenomeno della blogosfera?

Nell’era web 1.0 una delle caratteristiche che tanto si decantavano delle piattaforme web era quella di permettere agli uffici marketing di tracciare, studiare puntulamente abitudini, gusti, universo valoriale, decisioni di acquisto dei consumatori e di poter comunicare loro one to one, 24 ore al giorno 365 giorni l’anno.

Si è poi scoperto che era vero ma utile solo in parte e che acquisire visitatori era costoso assai. Manca e mancava all’internet, poi, una caratteristica fondamentale della comunicazione pubblicitaria: la forza persuasiva. Anzi, al contratio il fatto che la comunicazione fosse bi -direzionale, anzi pluri direzionale, troppo spesso , se fatta male, si trasformava in un boomerang.

I blog, in parte, sembrano poter supplire a questa mancanza. Senza voler entrare nei meccanismi intimi del loro funzionamento sembra però avere una loro forza persuasiva. Logico che interessano al mondo del marketing che li sta studiando, sperimentando sviscerando.

Le regole vanno rimescolandosi proprio perchè attorno al blog è rifiorito anche il dibattito sulle metriche per valutare il traffico sui siti e sui modi di cavarne un valore accettabile da ambo le parti: chi compra e chi vende.

La novità è che come per l’auditel tutta questa importanza questi numeri abbiano una sopravvalutata capacità di spiegare il successo di un blog, o almeno di fornire parametrei per una loro valutazione economica. Esattamente l’opposto di quanto tutta la generazione che si è “formata” sul web 1.0 si è sentita raccontare fino ad oggi e proclama in sede di consulenza.

Il re è nudo, il chè fa aumentare il sospetto che per correre ai ripari, l’olimpo della finanza e del venture capital stia ritentando il colpaccio. La strategia è chiara. Sminuire i dubbi seminati nella rete da puntiformi blogger o più o meno riconosciuti guru e smentirli nei fatti a colpi di imprese mirabolanti a sei o sette zeri. Mai nessuno che vada a dare una spulciata ai bilanci di queste imprese per analizzare le operazioni annunciate con tanto clamore.

Io comicierei a prendere tutto con due belle molle grosse.

Comuque secondo technorati: questo blog vale: 1129 $

Grazie ad Antonio Genna che mi ha fatto scoprire questo giochetto.


My blog is worth $1,129.08.
How much is your blog worth?

waiting for valencia ne vale 6,209.

Ci devo ancora lavorare prima di ragigungere i 20. milioni.

Qualcuno vuole investire?