Sarà che sto disegnando i mock up per un montagna di pagine e la cosa ad un certo punto confonde ma Jacob Nielsen e la sua radicalità oggi mi sembra davvero insuperabile.

Pur essendo io, un sostenitore delle ultime diavolerie del Web 2.0, devo dire che il suo approccio mi riporta sempre con i piedi per terra ed il lavoro ne guadagna.

il guru sostiene che prima di tutto è necessario:

  • Communicating clearly so that users understand you. Users allocate minimal time to initial website visits, so you must quickly convince them that the site’s worthwhile.
  • Providing information users want. Users must be able to easily determine whether your services meet their needs and why they should do business with you.
  • Offering simple, consistent page design, clear navigation, and an information architecture that puts things where users expect to find them

Amen. Concordo pienamente, faccio fioretto e appendo il “trialogo” sul muro. Memento.

Continuo la navigaizone mi imbatto in un’altra chicca. La cronaca di una sessione di navigazione con un utente. Bisognerebbe farne tutti i giorni, anche solo per esercitarsi e studiare cosa pensano questi benedetti utenti. Proporrei quasi di costituire un sessionodromo. Un posto che quando ne ha voglia, un architetto dell’informazione si spara la sua seduta con l’utente pescato a caso e ne cava fuori un documento uguale a quello di Nielsen. in capo a qualche tempo avrebbe un bagaglio di conoscenza inestimabile. Una specie di sala prove. come i musicisti. La cosa sarebbe utile anche enti di formazione e università. Comunque leggere e rileggere le osservazioni di Nielsen è un’altra cosa che mi riprometto di fare con costanza.