Bilancio positivo per il pirmo summit italiano sull’ Information Architecture. Organizzazione ottima con tanto di connessioni wi fi, ottimi interventi su tematiche a tutto tondo e interessanti. Poco tempo per conoscersi e scambiare opinioni ma speriamo che ne nasca una community. Non mi dilungo sulla cronaca perchè l’hanno già fatta gli ottimi Alberto Mucignat , m@moo e Fullo ma con un po di calma sputerò fuori qualche rifressione a freddo, rivedendo il materiale disponibile sul wiki dell’evento (ottima idea e tempestivo servizio fornito dagli organizzatori).

Solo due brevi considerazioni in anticipo:

si è parlato poco di corporate blogging e per niente di scrittura. Va bene classificare, profilare, testare e architettare ma scrivere bene, sul web, è fodamentale. Troppa attenzione forse sugli strumenti para scientifici come test empirici, task analysis etc.. Senza dubbio sono importanti ma spesso utilizzabili solo in progetti di grosse dimensioni con team abbastanza grandi e composti da diverse figure e funzioni in azienda. Il resto del mercato PMI se li sogna questi mezzi e l’architetto dell’informazioni che in quel mare nuota deve trovare soluzioni più efficaci e pragmatiche, che, purtroppo, non sono emerse. Troppa accademia insomma, giustificabile con il fatto che la disciplina è ancora in cerca di identità e ha bisogno di sgomitare per acquisire prestigio scientifico.

Insomma bisognerà stare attenti a non scivolare nell’autoreferzialità accademica da un lato e tecnologico informatica dall’altro ma lasciare spazio a un pò di pragmatismo “imprenditoriale” e soprattutto tanto umanesimo, perchè i mercati digitali sono, innanzitutto, conversazioni. Cluetrain docet
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