Chiunque inizi a scrivere su un blog, finendo per prenderci gusto, prima o poi fronteggia due problemi: gli indici di gradimento, blog stats e l’idea di guadagnare due lire scrivendo. E’ inevitabile. E’ il passaggio dall’adolescenza alla maturazione del blogger. Chi non tiene i nervi saldi finisce per fare la fine dei presentatori televisivi schiavi dell’auditel. Ma quali sono i fattori di successo di un blog?, come si misura la qualità dei suoi contenuti? Il numero di commenti attirati da un post, le statistiche sul traffico?. Le stat sono indispensabili per raccolgiere la pubblicità,certo ma a diventarne succubi si rischia di snaturare la “voce” del blogger. A cantare in falsetto bisogna essere capaci. il fatto che un post venga letto molte volte oggi non garantisce che lo sia anche domani, nè che a leggerlo sia un aficionado piuttosto che uno dei tanti approdati sulle nostre righe in vitù di una ricerca su google di una parola che nel nostro contesto sta li per caso ed è tutto sommato estranea. Il post più letto di questo neonato blog, ad esempio, è quello su google earth e la fiat 16. Secondo voi ci arrivano quelli interessati al mondo giocattolo di google o le migliaia di migliaia di utenti che cercano informazioni su un prodotto di massa?

La scelta è quindi se concentrarsi sulla propria voce e sulla produzione di contenuti per costruire un nugolo di lettori affezionati piuttosto che curare il layout, la user experience, la serch engine optimisation, tenere un occhio al mercato e ai programmi di di affiliazione etcc.

Inseguire mode del momento per fare volume di traffico indistinto. A lungo termine la seconda opzione non paga, sempre. Bisogna saper trovare un equilibrio tra il piacere di scrivere, ricercare e studiare e gli sforzi che richiede un approccio professionale al blogging. Guadagnare con la pubblicità su un blog significa . tutto a detrimento della produzione di contenuto. ma se manca quello mancano anche i lettori. Certo chi riesce a tenere insieme tutte e due le cose a trovato la formula magica.

Nell’impossibilità di riuscire nell’impresa titanica

Una nota a parte va fatta per i blogger italiani. La lingua è un limite non indifferente se cercate di guadagnare con un blog. Scrivere in inglese vi garantisce una platea enormemente più estesa, molto più affezionata alla rete e avvezza al commercio elettronico. Tutte virtù utili al vostro click trough ratio.

Dite la vostra e leggete Lorelle che ha scritto un bel post sul tema e che è davvero brava.

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